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«Grande Aracri disse di uccidere Turrà»

REGGIO EMILIA. Sui modi spicci e violenti del 42enne Roberto Turrà – condannato in Appello a 9 anni e mezzo di carcere come appartenente al clan – Valerio ne ha accennato più volte, ma stavolta le...

REGGIO EMILIA. Sui modi spicci e violenti del 42enne Roberto Turrà – condannato in Appello a 9 anni e mezzo di carcere come appartenente al clan – Valerio ne ha accennato più volte, ma stavolta le sue parole sono ancor più terribili. «Dava fastidio e Nicolino Grande Aracri mi diede l’incarico di ucciderlo. Ma non ci riuscivamo a farlo fuori e in una riunione fu proposto uno scambio con altri ’ndranghetisti: noi avremmo ammazzato la persona che avevano nel mirino a Mantova e loro si sarebbero occupati dell’assassinio di Turrà. Di questo incarico avuto da Grande Aracri fui costretto a parlarne con Gaetano Blasco perché temeva di essere lui il bersaglio». Un omicidio che rimarrà solo a livello di intenzione, come del resto è accaduto – sempre secondo
Valerio – a Michele Bolognino («Si stava allargando troppo a Reggio Emilia» dice riferendosi all’imputato di Aemilia rispondendo al difensore Carmen Pisanello) e in precedenza ad Angelo Salvatore Cortese (ora collaboratore di giustizia) perché “non gradito” il suo approdo in Emilia.

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