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La Montagna reggiana prega per Davide Tronconi

Ventasso: il soccorritore 39enne è stabile ma molto grave. Ha diversi traumi ed è tenuto in coma farmacologico al Maggiore

COLLAGNA. La montagna nel cuore, nonostante la vita da piccolo lo abbia portato ad allontanarsene, non ha potuto resistere al suo richiamo. Ed è tornato. Qui ha messo di nuovo le radici, insieme alla sua compagna, realizzando con lei e gli amici un progetto di vita importante per lui e per l’intero territorio e i suoi abitanti, che in numerose occasioni hanno potuto beneficiare della sua passione e del suo spirito di servizio.

È questo Davide Tronconi, il tecnico Saer di 39 anni che ora sta lottando tra la vita e la morte all’ospedale Maggiore di Parma, dopo essere rimasto vittima di un incidente domenica pomeriggio, mentre, con altri tre colleghi del Soccorso Alpino, a bordo di un fuoristrada, stava raggiungendo un’escursionista infortunata, in una domenica da dimenticare: tre infortuni e due incidenti, tra cui quello del mezzo del Saer, in pochissime ore.

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Le condizioni di Tronconi ieri sono state definite «stazionarie, ma molto gravi», in una nota diffusa dal Soccorso alpino dell’Emilia Romagna. Dello stesso tono il bollettino medico dell’ospedale. L’intero Corpo di soccorritori ora prega per le sorti del collega e si è stretto alla compagna Milena Gazzotti, originaria di Villa Minozzo, anche lei molto conosciuta per la passione che condivide con Davide, la montagna; la donna gestisce un bar in via Che Guevara a Reggio.

Tronconi, nello schianto, ha rimediato diversi traumi, ed è apparso subito gravissimo. Attualmente è tenuto sedato e i medici del Maggiore mantengono la prognosi riservata. «È una situazione molto complessa, ci dicono che dobbiamo aspettare le prossime 72 ore», diceva ieri Luca Farina, uno dei sei soci fondatori con Davide della cooperativa I Briganti del Cerreto. Anche lui, come molti altri, è rimasto per ore in attesa davanti al reparto di Rianimazione. Difficile scollarsi da quella porta inesorabilmente chiusa.

Tronconi quando era piccolissimo si era trasferito con i suoi, originari di Cerreto Alpi, a Castellarano. Per fare poi ritorno, ormai uomo, nel 2003, e fondare con gli amici la cooperativa I Briganti del Cerreto, di cui è socio lavoratore e consigliere e responsabile escursioni e attività turistiche. La sua passione per la montagna lo ha portato a conseguire i titoli di guida ambientale escursionistica e istruttore di Nordic Walking. Quindi l’ingresso nel Saer nel 2010.

Tutta la montagna ora è sgomenta per quanto gli è accaduto e prega perché possa riprendersi. Lo si è fatto eri sera a Pieve di Minozzo e lo si farà stasera alla chiesa della Resurrezione di Castelnovo Monti. «Forza Tronky, Forza Rambo», sono gli incoraggiamenti che si moltiplicano anche su Facebook.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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