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Terremoto, ridotto il cratere: restano 5 comuni

Sarà richiesta la proroga dell’emergenza per due anni solo per Reggiolo, Guastalla, Rolo, Fabbrico e Luzzara 

REGGIO EMILIA. La Regione Emilia Romagna ha dimezzato i Comuni del cosiddetto “cratere sismico”. Per la provincia di Reggio Emilia sono “usciti” i Comuni di Campagnola Emilia, Rio Saliceto, Gualtieri, Correggio, San Martino in Rio, Novellara, Brescello, Boretto e Reggio.

Le attività di ricostruzione in 29 comuni, su un totale di 59, sono terminate o in fase molto avanzata, tanto da essere compatibili con le attività ordinarie delle amministrazioni locali. Gli sforzi si concentreranno nei restanti 30 comuni, che presentano ancora problematiche di una certa consistenza. Dopo il dimezzamento, continuerebbero a essere compresi nel cratere per la provincia reggiana i Comuni di Reggiolo, Guastalla, Rolo, Fabbrico e Luzzara.

Il tema è stato affrontato ieri mattina nella riunione del Comitato istituzionale per il terremoto del 2012 (costituito dai sindaci dei comuni colpiti), convocato in Regione, a Bologna, presenti il presidente Bonaccini e il Commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alle Attività produttive con delega alla ricostruzione, Palma Costi.

La proposta di restringimento del cratere è stata già inviata al governo e sarà oggetto di un’ordinanza commissariale. Il provvedimento, in continuità con quanto fatto nel 2016, arriva dopo aver tracciato una fotografia esatta di quanto realizzato e di ciò che resta da fare, per comporre la quale è stata realizzata una valutazione dello stato di attuazione della ricostruzione, analizzando i dati dell’avanzamento lavori al 30 giugno 2017.

Situazione già condivisa dai sindaci nel Comitato dello scorso luglio. Oltre a quella privata, relativa ad abitazioni e imprese, nelle rilevazioni si è tenuto conto, rispetto ad un analogo monitoraggio dello scorso anno, anche dell’impegno per la ricostruzione pubblica e della complessità degli interventi nei centri storici colpiti dal sisma.

Questo passaggio si affianca alle richieste al governo, così da poterle inserire nella legge di stabilità 2018, relative alla proroga di 2 anni (al 31 dicembre 2020) dello stato di emergenza, alle risorse per la ricostruzione pubblica, alla proroga dell’autorizzazione per l’assunzione di personale, alla sospensione mutui per gli enti locali colpiti dal sisma del 2012 e alcune altre norme di funzionamento.

Infine,
sono stati discussi e condivisi i criteri per il riparto del personale, tra i comuni ancora nel cratere, dal 1 gennaio 2018. «Si tocca con mano il lavoro fatto – ha spiegato Bonaccini – e si inizia a intravedere il traguardo finale». (m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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