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Barista trovata morta, ipotesi omissione di soccorso

Indagini dei carabinieri su due amici che si trovavano in compagnia della 29enne Sara Teneggi prima del decesso

CARPINETI. Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita della 29enne Sara Teneggi. In particolare i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Castelnovo Monti stanno valutando la posizione delle ultime due persone che sono state in compagnia della ragazza. I militari intendono ricostruire con esattezza tutti i fatti ed accertare se questi due amici, uno residente nella zona e l’altro proveniente da un’altra provincia, possano essere responsabili di omissione di soccorso.

Al momento non ci sono indagati. Il passaggio fondamentale è l’autopsia che era stata disposta dal pm Stefania Pigozzi per oggi e che è stata rinviata ai prossimi giorni. Quando si conosceranno le cause del decesso sarà possibile capire se si possono anche ipotizzare eventuali responsabilità di terzi.

Le due persone finite sotto i riflettori erano a casa della barista prima che fosse trovata senza vita nel suo letto. I carabinieri vogliono capire se la giovane si è sentita male in loro presenza e per quale motivo.

Sara viveva a Pantano di Carpineti con la madre e il compagno di quest’ultima. La tragedia si è consumata domenica. La 29enne dopo pranzo è andata a riposare nella sua stanza. Alle 17 i famigliari sono andati a svegliarla, ma la giovane non rispondeva più e non reagiva alle sollecitazioni.

L’allarme immediato alla centrale operativa 118 ha fatto arrivare nell’abitazione un’ambulanza della Croce Rossa e un’automedica. Ma i sanitari si sono subito resi conto che qualsiasi tentativo sarebbe stato vano: il cuore si era fermato e il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Ora si è appreso che prima che fosse trovata morta la giovane era stata in compagnia di due persone. Una circostanza emersa quando i militari hanno iniziato ad ascoltare i familiari.

Sara Teneggi era nata e cresciuta nel carpinetano, nella zona di Bebbio, da cui proviene la sua famiglia e dove ha trascorso la prima parte della sua vita e dove aveva molte delle sue amicizie e dei suoi legami.

Negli ultimi anni si era trasferita in altre località reggiane, prima di raggiungere la madre a Pantano di Carpineti. Appassionata di musica, sorridente, voce gentile, era piuttosto nota anche per aver lavorato come barista in diversi locali, venendo a contatto con molte persone.

Parole

di cordoglio per questa vicenda sono state espresse anche dal sindaco Tiziano Borghi. «Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia – ha detto il primo cittadino –. Sono brave persone, grandissimi lavoratori che tanti a Carpineti conoscono e apprezzano».

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