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Altri 700.000 euro per rifare le strade

L’ultima alienazione riguarda il caseificio e la stalla dell’Istituto Zanelli L’edificio è stato acquistato dal Consorzio agricolo Vacche Rosse

REGGIO EMILIA. L’amministrazione provinciale continua a liquidare gli immobili di sua proprietà per potere svolgere le funzioni che le sono rimaste in carico, essenzialmente l'approntamento e la manutenzione di 960 chilometri di strade, con 630 ponti, e 64 edifici delle scuole superiori. L'ultima operazione le ha fruttato 687mila euro, ricavati dalla vendita del caseificio e della stalla dell'azienda agraria dell'istituto Zanelli, che si trova a Coviolo in via Fratelli Rosselli. Questi seimila metri quadri di fabbricati, comprensivi anche di una porcilaia e di un appartamento per il custode, se li è aggiudicati, senza superare la base d'asta, il Consorzio Vacche Rosse, che li aveva già in affitto per produrre un Parmigiano-Reggiano di qualità superiore con il latte delle bovine di razza tipicamente reggiana. Secondo le condizioni specificate nel bando, la nuova proprietà dovrà garantire la prosecuzione dell’attività didattica svolta dall’istituto Zanelli tramite l’azienda agraria. Altri 15mila euro la Provincia li ha incassati dalla vendita di 24.600 metri quadri di terreni incolti a Castellarano e di una piccola fascia di terreno lungo la provinciale 3 a Bagnolo in Piano, portando il totale a 702mila euro.

«Questa somma – precisa Giammaria Manghi, presidente della Provincia – sarà destinata particolarmente alla manutenzione della rete stradale di nostra competenza». Il rifacimento del manto stradale è necessario, in molti casi, per diminuire i tempi di percorrenza, al cui allungamento concorre l'abbassamento dei limiti di velocità. A questa misura, infatti, la Provincia è stata spesso indotta, negli ultimi anni, dalla necessità di scongiurare gli incidenti che le possono essere addebitati a causa dell'asfalto dissestato. Così, ad esempio, il limite era stato abbassato a 50 chilometri orari sull'intero tracciato delle strade provinciali 4 Campagnola-Rolo e della 44 Reggiolo-Rolo (ad esclusione dei cavalcavia dove non si possono superare i 30), nonchè sulla 62R della Cisa dalla fine del centro abitato di Guastalla al confine con Luzzara in località Tagliata. In pochissimi casi, finora, il riassetto della sede stradale ha consentito di riportare il limite da 50 a 70 chilometri orari. È accaduto sulla stessa Reggiolo-Rolo, sulla provinciale 3 Reggio-Novellara nel tratto denominato via dei Trattati di Roma e su un brevissimo tratto della 468R di Correggio. In sostanza, però, rimane irrisolto il problema dei molti cartelli che, se fossero osservati come si dovrebbe (ma molto spesso non avviene), costringerebbero i veicoli a procedere lentamente anche su molte strade di pianura abbastanza larghe e con poche curve. È una magra consolazione confrontarsi con la provincia di Modena, che ha una viabilità in condizioni ancora peggiori, con cento tratti, per un totale di quasi 200 chilometri, in cui sono state introdotte limitazioni a causa del fondo degradato, senza contare i cinque chilometri chiusi per frana.

«La sicurezza dei cittadini – sottolinea Manghi – viene prima di tutto, ma è indispensabile che il Governo stanzi risorse ponendo rimedio alla precarietà finanziaria di cui soffrono tutte le province. Infatti azioni inedite e straordinarie come la vendita di immobili non possono essere ripetute all'infinito. Da tre anni chiediamo lo stanziamento di risorse adeguate che ci permettano, come prevede la Costituzione, di lavorare e fare bene ciò che ci compete. Ripeteremo la richiesta domani (oggi per chi legge, ndr) a Vicenza nell'assemblea nazionale dei presidenti di Provincia. È indispensabile individuare una linea di finanziamento strutturale, che ci permetta di garantire la sicurezza innanzitutto di strade e scuole».

In effetti la legge Delrio ha riformato le province riducendone competenze e numero dei dipendenti, in vista dell’abolizione poi saltata con la vittoria del no al referendum del dicembre scorso. Tuttavia i trasferimenti finanziari hanno subito un taglio drastico, quasi cento milioni in cinque anni, che mettono in crisi l'operatività dell'ente. La Provincia, infatti, può contare, come introiti propri, solo sui proventi di tre tributi, l'imposta di trascrizione degli autoveicoli, il 12,5% sulle assicurazioni Rc auto e l'addizionale sui consumi di energia elettrica. Lo stesso ministero economico, tramite la società Sose, ha certificato per la nostra Provincia un disavanzo di 6,6 milioni nel quadro di un deficit complessivo di 53 milioni per la nostra regione e di 651 per l'Italia intera. Nel 2015 la Provincia aveva avviato le smobilitazioni vendendo, oltre a terreni ed ex-case cantoniere, i magazzini ex-Car di via Lombroso, per i quali ha incassato 1,65 milioni. L'anno scorso se ne sono aggiunti 2,4 grazie alla vendita della caserma dei carabinieri di corso Cairoli a una società del ministero dell'Economia
e delle Finanze. Entrate state destinate, in particolare, al polo scolastico di via Fratelli Rosselli e alla variante stradale di Ponte Rosso. Tra gli immobili di cui è prevista l'alienazione spiccano l'ex-Opg di via Franchi e Palazzo Palazzi-Trivelli di piazza San Giovannino.

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