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il processo 

Non stuprò la fidanzata: assolto in Appello

La vicenda risale alla notte di Hallowen 2007. Il 39enne era stato condannato a 4 anni.

REGGIO EMILIA. Una vicenda controversa che risale a dieci anni fa – precisamente alla notte di Halloween del 2007 – completamente ribaltata ieri sul piano giudiziario in Corte d’appello a Bologna dopo quattro ore di camera di consiglio.

Il 39enne della Reggio bene – Francesco Musi – condannato in primo grado a Reggio a 4 anni di reclusione per violenza sessuale è stato infatti assolto “perché il fatto non sussiste”. L’uomo è difeso dall’avvocato Nino Ruffini, mentre la donna marocchina (ora 46enne) che da sette anni l’accusa si è costituita parte civile tramite l’avvocato Francesca Corsi.

Un caso delicato e soprattutto controverso, sfociato in un processo dopo due richieste di archiviazione da parte del pm Valentina Salvi (la prima venne accolta dal gup Angela Baraldi, la seconda respinta dal gup Cristina Beretti ). Lei dice di esser stata stuprata in auto dopo essere stata picchiata, lui da sempre parla di rapporto consenziente e di pure invenzioni quelle relative agli atti violenti.

Secondo quanto ricostruito in aula, quella notte la coppia (stavano insieme da due mesi) era rimasta un po’ di tempo in una birreria del centro: lei aveva fatto due chiacchiere con un francese, poi l’improvvisa ira del fidanzato che afferrava la donna e la faceva uscire dal locale. E qui le versioni si biforcano.

La nordafricana sostiene di essere stata poi picchiata dal fidanzato, costretta a salire in macchina e poi stuprata all’interno di un parcheggio.

Parole respinte con forza dall’uomo

che conferma il rapporto sessuale ma definendolo consenziente, inoltre ha sempre indicato una serie di comportamenti della donna (che gli fa un regalo importante e tempo dopo abbraccia la madre di lui) in contraddizione con una storia simile. In Appello Musi è stato creduto.
 

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