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nel parcheggio 

Reggio Emilia, ladri in azione alla Mediopadana

Furto ai danni di un pendolare: «Dopo le 23 lì è ancora il far west»

REGGIO EMILIA. «Dopo l’ultimo treno delle 23 il parcheggio della stazione Mediopadana torna ad essere terra di nessuno». A dirlo con cognizione di causa è Martin Benetti, che ieri, dopo il solito weekend nella sua Roma, è tornato a Reggio trovando la sua station wagon con un vetro rotto, un altro rigato, e quanto era custodito in macchina sparito a vantaggio dei ladri che hanno agito mentre era via. «Sono un pendolare, parto il venerdì sera e torno il lunedì mattina» ci racconta il malcapitato poco dopo essere andato in questura per presentare denuncia:

«Quando sono arrivato alla mia macchina ho trovato il vetro posteriore distrutto e quello anteriore tutto rovinato. Credo che i ladri abbiano provato prima ad entrare dal vetro del posto guidatore ma senza riuscirci, salvo fare danni anche lì. Alla fine solo per quei danni devo spendere mille euro».

Dall’auto sono spariti il navigatore, una sacca e un paio di occhiali da sole. I ladri devono aver agito nella notte, senza alcun disturbo e senza essere intercettati. Il parcheggio della stazione dell’alta velocità ferroviaria è utilizzato da migliaia di utenti ogni giorno e i raid da parte dei ladri non sono certo una novità. Anche per questo il parcheggio doveva compiere un salto di qualità con una nuova segnaletica e la suddivisione in aree - operazione portata a termine - per introdurre poi la sosta a pagamento e servizi di custodia più incisivi. L’ultima parte, con grande rammarico degli automobilisti, è rimasta ancora ferma. «È la prima volta che vengo colpito dai ladri ma ho visto altre volte vetri infranti su macchine altrui parcheggiate qui - racconta Benetti - La stazione è una forza, lo dico da pendolare che può andare a Roma nel fine settimana. Ma capita di dover parcheggiare alle volte alle Fiere per mancanza di stalli liberi e lì, la notte, la situazione è ancor meno presidiata. I mezzi pubblici

alle volte non passano o sono in ritardo e io devo usare la macchina perché esco dal lavoro e devo prendere al volo il treno. I treni sono una carta in più per Reggio ma tutto ciò che sta attorno è ancora lungi dall’essere al servizio vero dei passeggeri». (e.l.t.)
 

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