Quotidiani locali

Reggio Emilia, Elisandro condannato a 17 anni per tentato omicidio

Pena severa per Elisandro Costa, il brasiliano accusato anche di violenza su decine di minori perpetrate in un decennio a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA. Non voleva lasciare in pace un ragazzo che diceva di amare e per farlo ha accoltellato a Canali la madre del giovane, “colpevole” di voler interrompere la loro relazione. Un tentato omicidio per il quale Elisandro Costa è stato condannato ieri a 17 anni e 6 mesi di carcere. Una pena severa, «la si può definire la classica pena esemplare» è il commento raccolto ieri tra gli avvocati fuori dall’aula del tribunale di Reggio dopo la lettura della sentenza che prevede 6 mesi di condanna in più rispetto a quanto chiesto dalla procura.

La pena è stata inflitta ieri nei confronti del 40enne brasiliano, imputato nel processo davanti al giudice per l’udienza preliminare Stefania Di Rienzo e al pm Giulia Stignani per una sfilza di reati, il più grave dei quali è un tentato omicidio, avvenuto nel luglio del 2016 ai danni di una donna a Canali, colpita con delle coltellate da Costa, a pochi passi da casa della 53enne.

Un tentato omicidio - la cui pena relativa è stata di 10 anni e 8 mesi - al quale si sono poi aggiunte le condanne per altri reati con ulteriori 6 anni e 8 mesi. Si tratta di rapina aggravata e porto abusivo d’armi sempre nei confronti della donna, visto che si era portato via il suo cellulare e aveva con sè il coltello. Gli altri capi d’imputazione riguardano lo stalking, la violenza sessuale e lo sfruttamento della prostituzione nei confronti invece figlio della donna, con il quale Costa ha sempre affermato di aver avuto una lunga relazione sentimentale, a tratti burrascosa e all’origine quindi dell’aggressione alla madre che non approvava quel rapporto tra il brasiliano e il figlio.

A questi reati si è aggiunto anche il capo di imputazione per violenza privata nei confronti di una bambina, che la vittima ha raccontato essere stata minacciata dall’accoltellatore dopo il tentato omicidio qualora la piccola avesse chiamato le forze dell’ordine. Per l’imputato è stata decisa poi l’espulsione dall’Italia oltre all’interdizione (nel caso di pena definitiva) e perpetua dai pubblici uffici, oltre a un provvisionale di 30mila euro nei confronti delle vittime in attesa del risarcimento in sede civile.

Elisandro Dos Anjos Costa - questo il nome completo - ha ascoltato con le sue orecchie la condanna emessa ieri dal gup, assistito dai suoi avvocati difensori Michele Gatti e Sarah Casarini, decisi a ricorrere in appello. Capelli raccolti, occhiali da vista, l’aspetto appesantito rispetto alle immagini diramate dai carabinieri dopo la fuga del 2016 seguita all’accoltellamento. «Una pena fin troppo severa che disattende alcuni principi e ci costringe a presentare appello» dice Gatti. «La bambina a cui sarebbe stata perpetrata la violenza privata resta addirittura ignota: non è stata identificata e quindi nemmeno sentita» aggiunge Casarini.

Al di là dei commenti resta la pena di primo grado, ridotta di un terzo trattandosi di un rito abbreviato. Il tentato omicidio diede poi vita a un altro processo a Bologna che vede Costa imputato per decine di violenze sessuali su minori (leggi articolo sotto).

Secondo quanto aveva dichiarato in precedenza, Costa si sarebbe recato a Canali solo per discutere di alcune questioni legate al figlio della vittima, che ora ha 26 anni, costituitosi parte civile al processo con la madre, quest’ultima con il legale Giulio Cesare Bonazzi. In un primo momento l’imputato aveva detto di aver trovato il coltello sul posto, in via Firenze a Canali, ma poi, di fronte alle contestazioni degli inquirenti, aveva ammesso che in realtà era nel suo zaino.

Ha detto che lo portava spesso al seguito per recidere fiori e per altri motivi innocui. Quel coltello infatti sarebbe stato visto anche da altre persone e dunque Elisandro Costa non ha potuto negare che è suo. Per quanto riguarda l'aggressione il 40enne

aveva invece ribadito la sua versione, dicendo che non aveva intenzione di colpire, ma poi, sarebbe scoppiata una lite nel corso della quale ha sferrato i colpi. La donna è stata colpita da un fendente che ha raggiunto anche gli organi interni, con altri tagli più superficiali.
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista