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Bersani: «La Lega? Io proporrei la legge contro gli stupidi»

Il politico alla festa provinciale di Mdp attacca la proposta sull’anti-comunismo Critiche anche al Pd e alla legge elettorale: «Si tratta di un “Imbrogliellum”»

REGGIO EMILIA. Pierluigi Bersani, tra i fondatori del movimento dei Democratici e Progressisti, ne ha per tutti. Dalla festa provinciale di Articolo Uno-Mdp di Reggio Emilia l’ex segretario del Pd non ha fatto sconti a nessuno, a partire dal suo vecchio partito che aveva contribuito a fondare passando per lo Ius soli, la Lega Nord, gli «inciuci» con la destra e la nuova legge elettorale. Non è più il leader delle metafore brillantemente caricaturato da Crozza. La sua comunicazione è più pungente, diretta, ironicamente aggressiva. Lui, adesso, è fra le guide di un partito agli albori e ha il compito di delineare i confini e l’identità di questa nuova creatura politica.

Una schiettezza dimostrata in primo luogo quando si tratta di commentare la proposta della Lega Nord, che si potrebbe votare a breve in Sala Tricolore, di bandire le immagini e i simboli del comunismo sulla scorta di quanto stabilito dalla recente legge Fiano su fascismo e nazismo. «Io più che altro farei un emendamento per abolire la stupidità – spiega sardonico – guardi sarei il primo firmatario. Aboliamo direttamente la stupidità che facciamo prima». Dalle tematiche locali a quelle nazionali, ma il tono resta lo stesso. Emblema di un elettorato amareggiato, che si è sentito tradito dalla leadership renziana, e che si vuole togliere anche qualche sassolino dalla scarpa: «La legge elettorale? Un testo così scandaloso non l’ho mai visto, fa a pugni con la costituzione. I collegi farlocchi, al posto delle coalizioni ci sono degli apparentamenti dove ognuno tiene il suo simbolo, possono confluire 150 liste civetta ognuna con l’1%, il 64% del Parlamento sarà composto da nominati... devo andare avanti? Lo chiamano Rosatellum ma quel vino lì è un Verdicchio non so se mi spiego. Un Imbrogliellum».

Ma un partito in costruzione ha bisogno di una guida, una figura che sappia unire le tante anime della sinistra. E per Bersani, al momento, non sembrano esserci dubbi sul nome: «È Pisapia ad avere il compito di federare la sinistra e le spinte civiche di una parte di elettorato che non si ritrova più nel Pd. E poi dobbiamo superare il concetto di uomo solo al comando, stiamo andando verso un sistema proporzionale e quello che conta sarà il profilo programmatico».

A chi poi dal Pd lo punzecchia, accusandolo

di essere uscito dalla sinistra, non fa sconti: «Io sono del centrosinistra. Dubito si possa dire lo stesso anche per loro dopo che ho visto in 48 ore segare lo Ius Soli perché Alfano non lo voleva e appoggiare una sanatoria sull’abusivismo promossa sempre da Alfano».
 

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