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Cormo, licenziati con lettera 160 lavoratori

La coop di San Martino in Rio al capolinea: rabbia in assemblea. Livi (Fillea): «Delusi dalle promesse non mantenute»

SAN MARTINO IN RIO La cassa integrazione finirà il 30 settembre. Meno di 10 giorni e poi sarà l’oblio definitivo per i 160 dipendenti della Cormo di San Martino, cooperativa di porte e serramenti finita nel baratro della crisi dal 2013 e ora giunta al capolinea. In queste ore sono arrivate infatti le lettere di licenziamento da parte di Domenico Livio Trombone, commissario della procedura di liquidazione che grava su Open.co, la ditta nata dalla fusione tra Cormo e Coop Legno di Castelvetro.

Lettere indirizzate a tutti i 160 i lavoratori rimasti finora legati alla ex Cormo, e che sapevano che questo licenziamento sarebbe arrivato, dando loro solo la possibilità ora di usufruire della Naspi, la nuova disoccupazione che assicura pochi soldi per il sostentamento delle loro famiglie. La sorpresa e la rabbia mostrate ieri durante l’assemblea tesa tenuta nella sede della Cormo, è rivolta ad altro.

«I lavoratori sono arrabbiati e delusi, si sentono presi in giro da tutte le promesse fatte dai politici e dal tavolo istituzionale regionale - dice infatti Mauro Livi, segretario della Fillea-Cgil di Reggio Emilia - Il commissario promette da un anno il bando per la cessione dei rami d’azienda ma con continui ritardi il bando no c’è ancora. Qui si rischia grosso perché Parmaporte aspetta il bando da un anno per rilevare intanto il ramo porte. San Martino sembra poi penalizzata rispetto a Modena dove è già stata costruita un’altra opportunità di ripartenza. Per San Martino, come previsto, sembra confermata la condanna definitiva. Abbiamo chiesto un incontro urgente con la Regione. Qualcuno ci deve risposte e soluzioni».

Il bando doveva arrivare prima del licenziamento, secondo quanto inteso con il commissario della procedura. Parmaporte è un’azienda privata che aveva parlato chiaro: avrebbe rilevato il ramo facendo ripartire 24 persone in attesa di una ripresa degli affari. Il bando era necessario per far partire l’operazione, alla quale sembrava che Legacoop avrebbe fatto seguire un impegno per il salvataggio parziale del ramo serramenti. Tutto alle ortiche se le cose rimarranno immobili.

A metterci la faccia è stato anche il sindacoPaolo Fuccio: «Auspichiamo

di avere impegni precisi e con date altrettanto precise. In questo modo, nell'arco di un paio di mesi tutta la questione potrebbe andare a soluzione, e l’ex Cormo potrebbe considerarsi salva» aveva detto a febbraio. Nel giro di pochi mesi sembra tutto finito.

 

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