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Sono finiti i restauri Riapre la chiesa della Beata Vergine

Castelnovo Sotto: sabato alle 18.30 l’inaugurazione Già compromessa, venne chiusa dopo i danni del terremoto

CASTELNOVO SOTTO . Sabato 23 sarà una giornata storica per la comunità di Castelnovo Sotto. Dopo diversi anni riapre la chiesa della Beata Vergine della Misericordia (conosciuta da tutti come chiesa della Madonna), negli ultimi tempi al centro di importanti restauri, per il consolidamento e la riparazione delle mura e del tetto, oltre che un generale miglioramento dal punto di vista sismico. All’inaugurazione della chiesa restaurata – in programma alle 18.30 – parteciperanno il sindaco Maurizio Bottazzi, l’assessora alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma della Regione Emilia-Romagna Palma Costi, oltre a Valentina Oliverio, architetto competente per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e a monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell'ufficio per i Beni culturali ecclesiastici di Reggio Emilia.

Dopo il taglio del nastro, alle 19.30 si terrà il concerto della corale “Coro et Laboro” e a seguire, alle 21, il concerto di musica classica del “Quartetto Emilia” che presenta musiche di Mozart, Bach, Vivaldi, Pachelbel e Offenbach.

Costruita sul finire del XVI secolo su commissione della Confraternita della Misericordia, la chiesa di Castelnovo di Sotto ha subito varie aggiunte, inclusa quella della torre campanaria eretta nel 1716.

Ciò che la rende particolarmente originale è la decorazione pittorica della facciata, risalente al 1870 e attribuita allo scenografo reggiano Cesare Cervi, noto per aver realizzato numerose scenografie di opere teatrali e liriche nel teatro municipale di Reggio Emilia e per aver affrescato il teatro della Rocca di Novellara.

Realizzata con la tecnica dell’affresco, ha una forte valenza illusoria: la prospettiva di un portico a piano terra, il partito architettonico classico, le ghirlande, i festoni e le nicchie sono tutte rese con ombre proprie e portate a simulare la realtà, creando un unicum per il territorio reggiano. Le pessime condizioni dell’intonaco compromesso da infiltrazioni e distacchi e alcuni danni subiti nel terremoto del 2012 suggerirono la chiusura cautelativa del monumento, inducendo così il Comune a reperire i finanziamenti per il restauro della facciata, operazione poi affiancata da lavori di miglioramento sismico del tetto e del campanile. Ora, dopo un meticoloso lavoro
di verifica degli intonaci e ripristino della pellicola pittorica, la facciata torna al suo splendore, dialogando ancora con la piazza e restituendo a chi la guarda una prospettiva ricca e minuziosa di un apparato architettonico finemente rappresentato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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