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West Nile virus, sospese le donazioni di sangue per rischio contagio

Ma l'Istituto Superiore di Sanità rassicura: "Nessun allarme, le sospensioni per chi ha soggiornato nelle zone colpite è solo temporanea"

REGGIO EMILIA. Il virus West Nile è presente in 22 province italiane, ma non c'è nessun allarme per le donazioni di sangue, perché le sospensioni per chi ha soggiornato nelle zone colpite è solo temporanea.

Lo scrive, rispondendo a quanto riportato da alcuni organi di stampa, il Centro Nazionale Sangue dell'Istituto Superiore di Sanità su Twitter.

«West Nile, nessun nuovo allarme - si legge - sorveglianza attiva da giugno, primi riscontri virus su animali da luglio». La sorveglianza, spiegano le circolari del Centro, è iniziata da giugno, e il primo caso di virus su un animale, a Reggio Emilia, risale al 10 luglio.

Quando viene trovato il virus le autorità locali possono decidere se testare tutti i campioni dei donatori, e in questo caso non scatta la sospensione, oppure di differire la donazione di chi ha soggiornato nelle zone colpite per 28 giorni, in attesa di eventuali sintomi.

La sospensione, che al momento riguarda 22 province e alcuni paesi europei ed extra europei, serve ad evitare che venga trasfuso sangue infetto in pazienti che potrebbero essere particolarmente vulnerabili al virus, che invece nell'80% è asintomatico.

«West Nile, sospensione donatori

solo temporanea - scrive in un altro tweet il Cns -, non dona per 28 giorni chi ha soggiornato in 22 provincie colpite. Test evita sospensione». La stessa sospensione, per 28 giorni, vale anche per chi ha soggiornato ad Anzio, dove si sono verificati tre casi di infezione da Chikungunya.

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