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Sant'Ilario

«Gattile fuori controllo, ignorati i nostri appelli»

L’associazione di volontari dopo le sevizie ad un micino poi morto: «Proveniva dalla colonia, da tre anni chiediamo censimento e sterilizzazione»

SANT’ILARIO. Ha suscitato lo sdegno dei cittadini, sulla pagina Facebook “Sei di Sant’Ilario se”, l’annuncio che il gattino trovato alcuni giorni fa vicino al distributore di acqua pubblica di via Piave, svenuto a pancia in giù e con un bastone infilato in gola, è morto. Nonostante sia stato soccorso e curato in uno studio veterinario, il cucciolo di pochi mesi non è sopravvissuto alle torture crudeli messe in atto, a quanto pare, da un ragazzino.

L’animale proveniva dal vicino gattile, un casolare abbandonato con un grosso murales che si trova in via Piave, di fronte al centro culturale Mavarta e di fianco al distributore d’acqua pubblica del parco.
L’episodio è stato lo spunto, da parte dell’associazione di volontari che gestisce il ricovero di animali, per lanciare l’allarme: «Il gattile è fuori controllo».

«Il gesto è stato ignobile ed indefinibile. Oltre allo sdegno per l’accaduto, alcuni cittadini santilariesi denunciano le inadempienze del Comune per quel che riguarda la gestione delle colonie feline. Sono anni, infatti, che gli animali non vengono censiti e le femmine non vengono sterilizzate, continuando così a mettere al mondo gattini che, abituati alla presenza dell’essere umano, sono facili prede di violenze e torture o vittime di incidenti stradali – afferma Federico Leone, impegnato con “I Gatti della Fontana”, una associazione di volontariato costituita anni fa per nutrire e occuparsi della colonia felina “storica” di via Piave –. Quando l’associazione si è costituita, abbiamo avviato un dialogo con il Comune, che ci ha aiutato: l’amministrazione ha provveduto a mettere una palizzata in legno e delle cucce, dando riparo agli animali e decoro alla zona. Quando però abbiamo chiesto di poter censire e sterilizzare i gatti, nessuna risposta. È da tre anni che questo non accade, e non capiamo il perché. Io ho cambiato Comune di residenza, ma le volontarie dicono che la colonia è ormai fuori controllo».

La sterilizzazione «la effettua il servizio veterinario Ausl, ma in accordo con il Comune. Il punto è che la tutela degli animali randagi spetta al Comune». Sulla vicenda interviene anche la minoranza “Lavorare per Sant’Ilario”, che afferma: «Il tema cruciale è chi fa la cattura degli animali. Nel 2015 la nostra lista pose il tema della gestione della colonia felina, dopo la revoca della convenzione con una società che si occupava del monitoraggio e della cattura dei gatti. Chiedevamo in quel frangente che il servizio venisse affidato ai volontari delle associazioni per la protezione animali. In risposta la giunta disse che stava studiando una convenzione con l’Enpa. A tutt’oggi, dopo tre anni, non c’è traccia della convenzione e il Comune non ha fatto nulla per il benessere di questi felini. Mentre alla Lega del Cane-Rifugio Rocky è stato affidato il servizio di cattura e custodia dei cani randagi, per le colonie feline ancora niente».

«La convenzione con Enpa è in programma e la attiveremo appena possibile, mentre la sterilizzazione spetta all’Ausl – replica il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti –. Sulla tortura al gattino, che diventa occasione di polemica politica, sottolineo che nessuno ha denunciato il reato: lo sto facendo io. Ricordo che il maltrattamento degli animali è un reato punito con pesanti sanzioni (legge numero 189 del 30

luglio 2004): chi si trovi ad assistere a casi di maltrattamento di animali, come l’abbandono, la soppressione, la mancata assistenza igienico sanitaria, percosse e crudeltà, deve segnalarli per iscritto al Comune o all’Area Territoriale Veterinaria di Montecchio Emilia dell’Ausl o all’Enpa».

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