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Bassa e montagna reggiana malate di gioco d’azzardo

Lo studio di Open data sui dati della Regione: la nostra provincia a metà classifica Decisivi i pochi videopoker in città, ma nei piccoli centri è record di scommettitori

REGGIO EMILIA. La ludopatia affligge la provincia. È un luogo comune magnificare la vivibilità dei piccoli centri immersi nel verde della campagna e dei boschi, immuni da smog, traffico congestionato e frenesia esistenziale. Eppure proprio nelle più suggestive località dell'Appennino, nell'amenità della collina e nei placidi paesi della Bassa proliferano le infernali macchinette mangiasoldi, capaci di mandare in rovina gli sprovveduti giocatori e le loro famiglie. Lo si evince dalla lista dei pubblici esercizi dotati di slot machine che la Regione ha inviato a tutti i comuni a seguito della nuova delibera di Giunta attuativa della Legge regionale per il contrasto al gioco d'azzardo (legge numero 5 del 4 luglio 2013). Questi dati, elaborati da Matteo Fortini in Open data in funzione dei riferimenti demografici e geografici, evidenziano come gli abitanti delle zone meno urbanizzate siano più vulnerabili all’illusione di affidare alla fortuna la risoluzione dei propri problemi.

Sono, non a caso, le aree in cui i bar sono i principali punti di incontro e aggregazione, dove un tempo si combatteva la noia con interminabili partite di briscola e tressette e ora ci si lascia sedurre dalle trappole elettroniche legalizzate per succhiare in poche ore lo stipendio di un mese. L'indagine è stata compiuta calcolando, in primo luogo, la densità delle macchinette per il gioco d'azzardo in rapporto alla popolazione di età pari o superiore ai 18 anni. La nostra provincia non risulta essere tra le più infestate (vedi la mappa a destra). Vi sono registrati, infatti, 6,17 apparecchi ogni mille abitanti maggiorenni. Veniamo dopo Ravenna, che ne ha 11,23, Piacenza (9,32), Rimini (8,73), Ferrara (8,09), Modena (6,64) e Parma (6,33). Ci seguono Bologna (5,70) e Forlì (5,50).

Tuttavia la bassa concentrazione nel territorio reggiano dipende soprattutto dalla città, dove si contano solo 3,89 slot ogni mille abitanti.

La densità più elevata si riscontra invece, come si diceva, ai margini della provincia. Al primo posto è il comune di Reggiolo, i cui 95 apparecchi, rapportati a una popolazione maggiorenne di 7509 persone, comportano una concentrazione di ben 12,65 apparecchi ogni mille abitanti. Lo seguono a ruota Toano (12,64), Villa Minozzo (12,46), Guastalla (11,98) e San Polo d'Enza (11,80). Sono un po’ un po' più distanziati tre comuni collinari, Quattro Castella con 9,82 slot ogni mille residenti maggiorenni, Casalgrande (9,59) e Vezzano (9,37). Quindi troviamo Poviglio (9,30), Scandiano (8,90), Sant'Ilario (8,67), Bagnolo (8,63), Vetto (8,60) e Cavriago (8,56). A Reggio città gli apparecchi sono tanti, 548, ma rapportati a 141mila abitanti maggiorenni determinano una concentrazione modesta: 3,89. È la stessa densità che si riscontra a Correggio, dove le slot sono 81. Hanno concentrazioni inferiori soltanto Castellarano (3,86), Rio Saliceto (3,39) e Bibbiano, pari a 3,36.

Un altro studio illustra la relazione che intercorre fra il numero degli esercizi dotati di macchinette e la superficie territoriale. Sotto questo profilo la nostra provincia si colloca a metà della graduatoria, che elenca, nell'ordine, Rimini, Bologna, Modena, Ravenna, Reggio, Piacenza, Ferrara, Forlì e Parma. Con questo criterio di calcolo i comuni più contaminati dalla febbre del gioco d’azzardo risultano essere, perlopiù, quelli più densamente abitati, mentre quelli della montagna spopolata sembrano quasi immuni, pur essendo ai primi posti nell'altra classifica. Al primo posto troviamo Cavriago, con 1,19 esercizi slot ogni chilometro quadrato. Vengono poi Sant'Ilario (0,90), Scandiano (0,89), Casalgrande (0,80) e Bagnolo (0,71). Seguono, molto distanziati, i comuni di Rubiera e Montecchio (0,59), Guastalla (0,58) e Reggio (0,54). Reggiolo, che guida l'altra graduatoria, qui è al di sotto della
metà, con soli 0,38 esercizi per chilometro quadrato. Toano e Villa Minozzo, che là sono al secondo e terzo posto, qui sono in fondo con appena 0,16 e 0,06. Hanno concentrazioni basse Canossa e Carpineti (0,06), nonché Viano (0,04) e Ventasso (0,03).

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