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Il prete degli operai compie 98 anni «E la lotta continua»

Don Gaetano Incerti sta pubblicando un libro sulle Reggiane «Difenderò fino in fondo la “mia” chiesa dagli speculatori»

REGGIO EMILIA. Una strenua attività di lotta, un libro, una testimonianza, un compleanno. Oggi don Gaetano Incerti compie 98 anni. Il “prete degli operai”, decano del nostro clero, storico cappellano delle Officine Reggiane, maestro del Nobel Mario Capecchi, ne ha trascorsi 60 anni alle Reggiane, a cui ha dedicato un libro. Un testo «tra frasi «scritte di getto e immagini d’epoca» dal titolo evocativo: “Nostalgica memoria di un’industria vista dal dietro”.

Quando lo presenterà, don Gaetano? 
«Spero di darlo in giro per la festa dei primi di settembre, quando sarà celebrato il centesimo anniversario della chiesa di Santa Croce».
 
Che genere di testo sarà?
«Non è un libro storico in senso stretto, ma vi sarà il racconto della vita delle Reggiane. Pian piano si sono accumulati sessant’anni di esperienza in quei luoghi. Li ho inseriti in circa 250 pagine, in cui compaiono anche immagini risalenti a quel periodo».
 
Il futuro delle Reggiane è ancora in costruzione...
«Quando sono state costruite ce n’era un forte bisogno, a Reggio. Per cento anni ha fatto vivere 2-3mila famiglie. Adesso a piazzale Europa ci saranno servizi su servizi, ma delle Reggiane cosa si farà? Forse dovrei andare a distribuire le copie dei libri nei cimiteri: tutti quelli che hanno vissuto quegli anni sono già andati via».
 
Non proprio tutti. E poi è rimasta la “sua”chiesa.
«È rimasta sì, ancora come prima, l’ho difesa e la difendo più che posso. Non deve finire in mani agli speculatori, che intendono abbatterla e poi prendere i soldi. C’è ancora il monumento ai Caduti in cielo, in terra e in mare. Resta perché Fantuzzi non la vuole mollare, ma è già stato detto che se non pagano i debiti verrà presa la chiesa».
 
E lei la difenderà ancora.
«Certo: è pur sempre un posto sacro. Gli ultimi soldi li ho spesi in quella chiesa per quadri e tanto altro».
 
Ma la Chiesa ha avuto un’evoluzione?
«No, la Chiesa non è cambiata più di tanto».
 
Eppure, con l’arrivo di papa Francesco qualcosa sembra essere cambiato in Vaticano.
«Tra 50 anni penso che le persone si dimenticheranno di Papa Francesco, mentre di Benedetto XVI no».
 
Perché?
«Ha fatto un gesto che nel mondo della chiesa non si vedeva da 800 anni. Come Celestino V, ha rinunciato al Papato. Ciò non toglie che Papa Francesco sia santo, buono e bravo, ma un pontefice che rinuncia al Papato è un fatto eccezionale e le persone se lo ricorderanno per questo».
 
Torniamo un attimo a Reggio. Lo scorso 3 giugno in città si sono creati due fronti. Da un lato, i partecipanti al REmilia Pride che ha riunito persone da tutta Italia, dall’altra la processione del comitato Beata Giovanna Scopelli che si è appellato alla beata reggiana per cacciare lo «scandalo» dalla città. Che ne pensa?
«Ho saputo della processione e della riunione. Il mio pensiero è che facciano pure quello che vogliono. Passerà la voglia anche ai religiosi oltranzisti e magari in generale si capirà, quanto si diventa vecchi, quanto sia bella la famiglia».
 
A proposito di famiglia, come festeggerà il suo compleanno?
«Aprirò le finestre se fa caldo (ride). Non ho organizzato niente di particolare, se non un pranzo con mio fratello. È un giorno come tutti gli altri».
 
Però 98 anni restano un bel traguardo.
«Magari sarà il mio ultimo compleanno».
 
Suvvia, non
dica così, don Gaetano.
«Sto pensando a un nuovo testo da scrivere, in cui racconterò il mio viaggio verso i 99 anni. Se però dovessi morire prima, chiederò alle persone di venire al mio funerale». (g.f.)
 
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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