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Il concorsone dell’Ausl in cerca di una sede idonea

Sono arrivate 8mila domande per due posti da infermiere a tempo indeterminato A meno che non si utilizzi il Mapei Stadium si dovrà andare fuori provincia

REGGIO EMILIA. Con tutta probabilità il concorsone indetto dall’Ausl reggiana per l’assunzione a tempo indeterminato di due infermieri e per il quale sono arrivate quasi 8mila domande, si dovrà tenere fuori provincia. A meno che, come è già stato fatto in passato, si utilizzi il Mapei Stadium. I concorrenti provenienti da tutt’Italia che sono 7.828 (anche se alla fine gli effettivi partecipanti al concorso saranno molti meno), dovranno sottoporsi a tre prove a sbarramento: scritto, pratica e orale.

A invogliare la partecipazione al concorso non è tanto o solo la speranza di poter arrivare ai primi due posti e prendere immediatamente servizio, negli ospedali o nelle case della salute, quanto quello di posizionarsi ai primi posti della graduatoria che avrà validità per i prossimi anni. 

Le due precedenti graduatorie provinciali da cui attingere per nuove assunzioni sono andate esaurite nel 2016 per Ausl e nel 2017 per l’Arcispedale Santa Maria Nuova. Per questa ragione i primi cento classificati del maxi concorso potranno legittimamente sperare di entrare gradualmente in pianta stabile nella neonata azienda sanitaria reggiana. La graduatoria destinata a uscire dal mega concorso che ha registrato un numero di domande cinque volte superiore a quello del 2011 indetto sempre dall’Ausl (quando per tre posti da infermiere i concorrenti furono 1.600) e il doppio di quello indetto nel 1996 (quando i candidati furono oltre 4mila) sarà il serbatoio da cui pescare per far fronte al 90% del turnover dei pensionati.
 
L’obiettivo dichiarato dalla nuova direzione dell’azienda unica è quello di andare al superamento dei contatti atipici, a termine e all’utilizzo di personale proveniente da agenzie interinali e arrivare gradualmente a una stabilizzazione del personale. Un obiettivo che è stato posto non solo per il personale infermieristico e tecnico ma anche per i medici.
 
A oggi sono diversi i medici che operano in diversi reparti, soprattutto all’interno dell’Arcispedale, sulla base di contratti a termini o di incarichi. Pertanto per il primo concorso indetto dall’azienda sanitaria reggiana (dopo l’unificazione, è anche la conferma che dopo il blocco delle assunzioni nella sanità degli anni scorsi, si apre la possibilità per i tanti giovani laureati in medicina e in professioni sanitarie di trovare
un’occupazione stabile. 
 
Un traguardo reso possibile dai conti in ordine e dai risultati ottenuti dalla sanità reggiana in questi anni e grazie alla possibilità concessa dalla Regione alle aziende sanitarie di coprire il 90% del turnover. 

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