Quotidiani locali

Correggio, la musicoterapia per sconfiggere i traumi del coma

Incontri al San Sebastiano con medici e volontari. E i pazienti diventano scrittori e cantanti nel video “Insieme”

CORREGGIO. «Condividere un dolore è abbattere i muri e i muri vanno buttati giù». Finisce così la canzone “Insieme”, scritta ed eseguita da pazienti del reparto di Riabilitazione neurologica intensiva dell’ospedale San Sebastiano con alcuni volontari. Risorgono da esperienze traumatiche, come il coma, grazie alla musica.

Tra i volontari Alice Sacchi, specializzanda in musicoterapia e cantautrice coinvolta da tempo nel progetto. «Dopo un trauma, la vita continua e può essere meravigliosa», spiega la giovane. L’impatto con la realtà ospedaliera è stato forte per lei. «Subito dopo aver accettato l’incarico ho iniziato a studiare libri su libri – ammette Alice – perché non pensavo di essere all’altezza del compito».

Alla fine, invece, tutto risulta più semplice del previsto, soprattutto grazie ai pazienti. Il loro coinvolgimento è graduale e si sviluppa in venti incontri. Le persone che vi hanno partecipato fino all’arrivo dell’estate sono uniti dall’esperienza comune di un trauma. Diversa è la gravità e diversa potrebbe essere la voglia di adattarsi alla nuova realtà.

Tanti muri da abbattere, come sostengono i pazienti nella canzone da loro scritta, ma ciascuno può dare un contributo. Così le persone che aderiscono da più tempo trascinano coloro che arrivano dopo. Una mano giunge in aiuto anche dai volontari come Alice, coinvolti nel progetto lanciato in collaborazione tra l’associazione Onlus Traumi cranici di Modena e Reggio Emilia e l’ente di formazione Istituto Meme di Modena.

Nel gennaio 2015 era stato lanciato un progetto di arte-terapia, a cui Alice partecipa con Patrizia Ricci (musicoterapista), guidate da Margherita Grasselli e Benedetta Bartoli; l’iniziativa è sostituita nel marzo 2016 dal progetto di musicoterapia, la cui ripartenza è prevista a settembre. Altre mani solidali giungono dal dottor Maurillo Farina, responsabile del reparto e fisioterapista che supervisiona il progetto, e Federica Fogli, un’assistente sociale.

Negli incontri le persone che hanno avuto un trauma ritrovano le proprie capacità di comunicare, riscoprono la propria identità, maturano grazie al confronto con altri. Tutti uniti dal linguaggio universale della musica, che coinvolge nel ritmo anche i camici bianchi.

Insieme rafforzano la voglia di vivere e di andare avanti, insieme contribuiscono con uno o più versi alla scrittura della canzone. Insieme è anche il titolo del brano, diventato già un video musicale. «Tirati su» è l’imperativo che anticipa la forza del ritornello: «Insieme siamo più forti, insieme per essere liberi, insieme mai più soli, insieme per stare uniti».

Un messaggio di unione e di rinascita che trova conferma nelle strofe. «Quando stavo in ospedale, immaginavo sempre il celeste e dopo l'ho visto, come il sole, la forza è vita: mai lasciare la presa», cantano i pazienti del reparto e i componenti dell’associazione dopo la fase di ospedalizzazione nei primi versi del testo da loro ideato.

«Il nostro cuore è allenato, persone pensano, che sia ammalato, ma noi ci siamo passati, l'abbiamo provato. Mai lasciare la presa, tirati su», cantano nella seconda strofa. La forza sviluppata da chi esce da un trauma si trasmette in chi li segue. «Il percorso fa crescere tantissimo», conferma

Alice. L’obiettivo comune, prosegue la giovane, è quello «di abbattere i muri dell’indifferenza, il mondo la propria esperienza, perché possa dare forza e speranza, dimostrare alle persone, che anche dopo un trauma, la vita continua e può essere meravigliosa, insieme».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista