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Picchiava marito e figli, condannata una 49enne reggiana

Un anno di pena a una madre per maltrattamenti in famiglia. Le aggressioni anche a colpi di ferro da stiro

REGGIO EMILIA. Ha reso la vita un inferno al marito e ai tre figli. Li ha insultati, minacciati e talvolta feriti, brandendo tutto quello che le capitava sotto mano: ferro da stiro, scope, attizzatoi per il fuoco, coltelli, forbici... Una storia di violenza familiare, dove protagonista è una donna che ieri è stata condannata un anno di reclusione, pena sospesa.

Il processo per i maltrattamenti in famiglia si è concluso ieri mattina davanti al giudice Simone Medioli Devoto. Il magistrato ha anche disposto una provvisionale di diecimila euro per due figli e di cinquemila per il marito e un altro figlio (quest’ultimo andato a vivere dalla nonna paterna per sfuggire alla violenza). Le parti civili sono state assistite dall’avvocato Carmen Pisanello.

Alla donna, una 49enne originaria di Crotone, vengono contestate una serie di condotte violente avvenute tra il 2008 e il 2010. Lei, fisicamente minuta, ha maltrattato il marito, un muratore dalla corporatura robusta, e i due figli minorenni all’epoca dei fatti – uno lo è ancora – «infliggendo loro abitualmente sofferenze fisiche e psicologiche, provocando ripetutamente liti con il coniuge per futili motivi, minacciandoli con coltelli, umiliando ripetutamente i figli..., colpendoli ripetutamente anche con oggetti (con un paio di forbici il marito e con forchette, ferro da stiro, manico di scopa ed attizzatoi uno dei figli), lanciando loro oggetti di vario genere (attizzatoi, forchette, vassoi) strattonandoli per i capelli, e colpendoli con pugni al volto...».

Alla donna sono stati contestati anche due episodi avvenuti in date precise: uno del marzo 2010, quando provocò una lesione giudicata guaribile in una settimana a un figlio, l’altro pochi giorni dopo, quando minacciò il coniuge con un coltello da cucina obbligandolo ad andare via dall’abitazione.
La vicenda era venuta alla luce nel marzo 2010 quando ci fu un grosso litigio, tanto che i vicini chiamarono i carabinieri. I due bambini erano sotto choc e furono portati al pronto soccorso.

Qui i sanitari si accorsero che uno dei due (dimesso con 7 giorni di prognosi) aveva lesioni recenti e diverse cicatrici. A quel punto i due minorenni vennero sentiti con i dovuti accorgimenti vista l’età e l’indagine fu coordinata dal pm Stefania Pigozzi. Dalle loro parole emerse una storia di maltrattamenti, anche fisici, che durava da circa due anni (dal 2008 al 2010).

Poi si è saputo anche di un altro figlio, andato via di casa per sfuggire alla violenza. I due fratelli raccontarono agli allibiti carabinieri che la loro madre

li picchiava spesso, li feriva con delle forchette, ma li colpiva anche con il ferro da stiro, per non parlare dei capelli strappati di notte. Un inferno. I bambini erano minacciati affinché non dicessero nulla al padre, che a dire della donna li avrebbe abbandonati qualora avessero parlato.

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