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Reggio Emilia, Ligabue presenta il film: «Farò un cameo anch'io»

Il cantante-regista lancia “Made in Italy” su Facebook e non vede l’ora di cantare. L’autore prosegue: «Avevo dubbi su Accorsi, ma con la Smutniak fa una coppia bellissima»

REGGIO EMILIA. «Ci sarà un mio cameo nel film Made in Italy, ma nessuno lo capirà. L’ho già fatto, nessuno sa dov’è: lo sveleremo a tempo debito». Così Luciano Ligabue tocca l’apice del mistero durante la diretta sulla sua pagina Facebook.

Lancia la sua terza pellicola cinematografica, discute di musica, di lavoro.
Il collegamento inizia alle 18.15, un quarto d’ora dopo l’orario fissato; tuttavia, nessuno sembra accorgersene. Non appena il rocker inizia parlare, infatti, è subito una tempesta di “mi piace” e cuori sul video della diretta e sui commenti.

Il Liga parla da un treno su cui il set gira poco dopo. È «ringalluzzito» dalla trasferta romana, in cui ha visto sia i luoghi per la pellicola sia il concerto degli U2. E di pellicola parla al passato, spiegando che il passaggio al digitale «velocizza» e che «fare un film è un modo per produrre emozioni».

Emozioni che saranno condivise con Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, il resto del cast e gli spettatori che assisteranno al film già dall’anteprima che darà nel tour di concerti. Tra le immagini, Reggio, Correggio e Novellara, oltre a Roma e Francoforte.

Ligabue spiega di essere stato dubbioso per la conferma di Stefano Accorsi al ruolo di Riko, una sorta di alter-ego di Liga o, meglio, quello che il cantante sarebbe potuto diventare se non avesse preso la chitarra in mano. Kasia Smutniak, invece, è stata una scoperta. «Ha fatto un provino – racconta il rocker davanti alla telecamera – e ho pensato che avrebbe fatto una coppia bellissima con Stefano. Ha un talento naturale».

Naturale è il Liga mentre risponde alle domande che giungono dal pubblico. In particolare, sottolinea la

«durezza di lavorare dieci ore al giorno per riprendere due o tre minuti di film». Non vede l’ora di tornare a cantare dopo l’interruzione del tour “Made in Italy”. «Allora ho capito che in tanti mi vogliono bene – conclude Ligabue – anche molti colleghi, per cui devo dare il massimo». (g.f.)

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