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Reggio Emilia, al Politicamp lanciato un Manifesto alternativo a sinistra

Civati (Possibile), Speranza (Mdp), Fratoianni (Sinistra Italiana) e Capelli (Campo Progressista) studiano una comunità d'intenti, ma il rapporto con il Pd divide

REGGIO EMILIA. Pd sì o Pd no? Se ne discute stamattina al Chiostro della Ghiara, sede di Politicamp 2017, con i rappresentanti di Possibile, Mdp, Sinistra Italiana e Campo Progressista. «Un percorso comune è indispensabile, dobbiamo ridare una casa ad un popolo di centrosinistra e progressista che si sente tradito dalle politiche fatte negli ultimi anni dal Pd».

Lo riferisce Roberto Speranza, coordinatore di Mdp.  «Al di là dalle questioni personali e dalle vicende personali - aggiunge Speranza - abbiamo l'obbligo di unire questo campo. Siamo qui per questo e noi di Mdp ci mettiamo il massimo della generosità. Il punto fondamentale è la lotta alle diseguaglianze. Nel momento in cui 8 persone nel mondo hanno la stessa ricchezza della metà più povera del mondo dobbiamo provare a ricostruire un discorso di sinistra».

Così Speranza sul rapporto con il Pd: «Le alleanze non si fanno in provetta, in alcuni casi a livello locale si governa assieme perchè c'è la condivisione di un orizzonte che riguarda il piano comunale e le amministrative. Sul piano nazionale ci sono due agende che difficilmente si possono tenere insieme. Renzi dice che il Jobs Act è la cosa migliore che sia stata fatta, noi pensiamo che si debbano ripristinare le garanzie dell'articolo 18. Sui migranti noi parliamo di corridoi umanitari, altri di numero chiuso. Per me la comunità del Pd non sarà mai nemica ma sarà sempre un punto di interlocuzione importante. Ma ci sono differenze su politiche ed agenda, non si tratta di questioni di amicizia con un leader o con un altro».

«Si va senza il Pd perchè ha scelto una linea politica di centro con un leader che non parla più con nessuno, che ha scritto un libro per attaccare tutti quelli come me o come Prodi, Letta... Insomma il Pd non rappresenta più la tradizione del centrosinistra italiano». Risponde Pippo Civati, leader di Possibile. Il Manifesto elaborato da Possibile è la base dell'alleanza a sinistra: «Il punto centrale - spiega Civati - è la lotta alle disuguaglianze: quelle fiscali per una maggiore progressività, quelle lavorative per reintrodurre un principio di giusta causa e di giusta retribuzione: ci sono persone che lavorano e fanno lavori delicati per 3-4 euro all'ora, non sta né in cielo né in terra. Un programma di grande innovazione alla ricerca del futuro: la robotica, di cui non parla nessuna, le questioni che riguardano i big data che incidono sulla democrazia, le migrazioni e la guerra. Noi siamo pacifisti, ci piace pensare che non si possono più vendere le armi ai paesi in guerra come purtroppo il Governo Gentiloni continua a fare».

Intanto, Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, smorza la polemica: «Non me ne frega niente - prosegue il segretario di SI - di stabilire chi sia più a sinistra, non mi interessa il purismo. Ovunque vado nelle piazze e per le feste in giro per il Paese incontro la stessa domanda di unità : ma vogliono contemporaneamente credibilità, rinnovamento, nettezza nelle scelte. Se non saremo radicali e coraggiosi nelle proposte la sinistra rimarrà schiacciata dalla retorica e dagli slogan di Renzi, Grillo,

Salvini, Berlusconi. Quando vedo oggi un miliardario, proprietario del maggior gruppo Tv privato del Paese che si scaglia contro la povertà nel nostro Paese, ne abbiamo una conferma chiara. Non ce lo possiamo permettere - conclude Fratoianni - e non se lo può permettere sopratutto l'Italia».

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