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Autovelox, 12mila multe a giugno: un milione di euro per l’Unione pianura reggiana

Numeri record per i nuovi controlli elettronici della velocità sulle strade di Correggio e Rio Saliceto. Festeggia anche la Provincia che incassa la metà delle sanzioni mentre gli automobilisti sono infuriati

CORREGGIO. Dodicimila multe in un mese. E il numero è approssimativo e destinato a crescere, se non addirittura a raddoppiare. Nel solo mese di giugno sono migliaia le sanzioni per eccesso di velocità elevate dalla polizia municipale dell’Unione pianura reggiana. Una raffica di contravvenzioni ottenute grazie all’installazione di due autovelox bidirezionali a Correggio e Rio Saliceto. Dallo scorso mese sono in funzione i sistemi per il controllo della velocità sulla strada provinciale 468-via Per Reggio (nella frazione di Budrio) e sulla provinciale 30, in corrispondenza del chilometro 6,4 per chi viaggia verso Guastalla e del chilometro 7,2 per chi viaggia verso Carpi. Due autovelox che hanno dimostrato quanto siano indisciplinati i reggiani ma anche tanti modenesi e altrettanti autisti di tutta Italia (in particolare camionisti). Una vera e propria mattanza di automobilisti col piede pesante che, secondo alcune stime, ha permesso all’Unione di incassare più di un milione di euro.

I numeri e le stime. Siamo costretti a parlare di stime perché i numeri reali non sono stati resi noti. «Dovete parlare con i Comuni dove sono installati gli autovelox», è la risposta di Tiziano Toni, comandante della polizia dell’Unione. «Se vulete saperlo devete chiederlo al comandante Toni», è il suggerimento datoci da Lucio Malavasi, sindaco di Rio Saliceto. «Non posso rispondere, devo lavorare», sono le parole di Eugenio Bini, responsabile dell’ufficio notifiche dell’ente sovracomunale. L’unica a dare delle cifre è Ilenia Malavasi. «Per ora abbiamo fatto una stima e le multe sono circa 12mila», rivela il sindaco di Correggio, che però non sa «quante siano state elevate a Budrio e quante a Rio».

E da questo sorge il dubbio che le infrazioni siano molte di più, forse il doppio. Gli unici numeri “ufficiali” sono infatti quelli dell’autovelox di Budrio durante il mese di prova. Lo scorso maggio, quando gli strumenti erano già installati ma non ancora attivati, sono state rilevate oltre 400 infrazioni al giorno. Se la media è rimasta la stessa, nel mese di giugno si raggiunge la quota di 12mila multe solo nel correggese. E sull’ex statale 468 transitano in media 130mila auto ogni mese, mentre sulla provinciale 30 a Rio Saliceto ne transitano più di 200mila.

«I cartelli non si vedono». Insomma gli autisti, reggiani e non solo, si dimostrano indisciplinati ma provano a trovare delle scusanti. «Sono certo che i cartelli non c’erano», giura un multato a Budrio. «Sono troppo piccoli e mal posizionati: non si vedono», afferma un altro. «Abbiamo fatto tutto come si deve e siamo autorizzati dalla prefettura», è la replica del sindaco di Correggio.

«Limiti ballerini». A Rio Saliceto sotto accusa ci sono i limiti di velocità, considerati dagli automobilisti “ballerini”. «Sulla provinciale 30 si passa dal limite di 70 a quello di 90 e, guarda caso, l’autovelox è proprio dove si può camminare di meno». Un’accusa rispedita al mittente dal sindaco: «Il controllo elettronico della velocità è in prossimità della rotatoria: è stato installato circa 200 metri prima, ossia in un punto in cui gli automobilisti dovrebbero comunque rallentare per imboccare il rondò in sicurezza. Se avessimo voluto “punire” gli autisti lo avremmo installato al centro del rettilineo».

Dove finiscono i soldi. Recriminazioni a parte, tutti gli autisti sono convinti della stessa cosa: «Servono per fare cassa». E i multati a Correggio parlano esplicitamente di una «tassa Encor (l’ex municipalizzata fallita, ndr)». In realtà gli incassi delle multe non vanno tutti ai Comuni e una parte sono vincolati per legge. Tolte le spese di notifica e gli accantonamenti per contenziosi legali e mancati pagamenti, metà dei soldi vanno alla Provincia. La restante metà viene distribuita alle amministrazioni di Correggio e Rio Saliceto ma anche a quelle di Campagnola, Fabbrico, Rolo e San Martino in Rio. I Comuni, poi, sono obbligati (articolo 208 del Codice della strada) ad usare il 50% di queste somme per interventi sulla viabilità o legati ad essa. Solo il restante è da considerarsi alla stregua di un “bottino”.

Certo, considerando che gli incassi sono notevoli e che le somme vincolate per la viabilità rappresentano un risparmio rispetto ai costi ordinari, gli autovelox restano comunque un ottimo affare per le casse dei Comuni e della Provincia.

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