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A Reggio il ritrovo degli “anti vaccini” 

All’Astoria l’incontro con Miedico, dottore radiato dall’Ordine. Volta (Ausl): «È un’eresia dire che provocano la morte»

REGGIO EMILIA. Mamme in dolce attesa, bambini dai tre mesi ai dieci anni, coppie di ogni età, anziani e curiosi di vario genere: questo è il gruppo di circa duecento persone che martedì sera ha partecipato nel centro congressi dell’hotel Astoria all’incontro “Vaccini, salute libertà: quale relazione?”. Il popolo degli anti vaccinisti reggiani, anche se a loro non piacerebbe essere chiamati così, si è radunato per ascoltare e applaudire copiosamente Dario Miedico, epidemiologo di 77 anni, balzato agli onori della cronaca dopo che l’Ordine dei medici di Milano, qualche settimana fa, lo ha radiato. Miedico infatti è uno dei firmatari di una lettera che esprimeva perplessità sulle vaccinazioni pediatriche di massa e, proprio a causa di queste sue prese di posizione pubbliche, è stato infine sanzionato.

Il primo a parlare, introdotto dalla vice presidente dell’associazione “Riprendiamoci il pianeta” Magda Piacentini, è il medico chirurgo Domenico Battaglia. Su internet il suo sito personale si apre con una frase di Thomas Edison: «Il medico del futuro non darà farmaci, ma invece motiverà i suoi pazienti a prendersi cura del proprio corpo, alla dieta corretta, ed alla causa e prevenzione della malattia». Lo accoglie un applauso scrosciante quando Piacentini sottolinea che nessuno dei suoi figli è mai stato vaccinato.

Poi viene il turno di Miedico. I primi venti minuti del suo discorso sono in sostanza contro la sua radiazione, una veemente autoassoluzione che infine lascia spazio al vero tema dell’incontro. Primo bersaglio dell’arringa dell’ex medico il decreto firmato dal ministro Lorenzin che, se convertito in legge, introdurrà l’obbligatorietà di somministrare ai figli una serie di dodici vaccini per accedere a scuola. «Si tratta di un provvedimento pericoloso – esordisce l’epidemiologo – oltre che assolutamente antidemocratico e da respingere completamente. I vaccini possono nuocere ai bambini e i genitori devono essere messi in condizione di poter scegliere liberamente quando ci sono delle controindicazioni. E vi assicuro che ce ne sono tante». E per testimoniarlo Miedico porta la sua esperienza come medico legale: «Per anni – prosegue – mi sono occupato di famiglie e bambini danneggiati dall’utilizzo dei vaccini. Danni che vengono negati. Posso citare decine e decine di casi di bambini disastrati dalle vaccinazioni. Questi piccoli erano distrutti, ne ho visti decine e decine. Ci sono stati anche casi di bambini deceduti».

Tanto che, prosegue l’ex dottore, esiste in Italia «la legge 210 del ’92 che prevede un indennizzo per le persone danneggiate dai vaccini, anche se ne viene riconosciuto solo uno su dieci. E nonostante questo ci sono stati 631 casi di bambini risarciti». E, infine, ecco l’appello mascherato da elogio rivolto al suo popolo, invitato a rifiutare alcuni tipi di vaccinazioni: «Ma voi che siete qui questa sera potete stare tranquilli perché dimostrate un’attenzione alla salute dei vostri figli che vi difenderà. Sono certo infatti che al minimo segno, al minimo – rimarca con forza Miedico – voi interverrete bloccando qualunque successiva vaccinazione proteggendo così i vostri bambini».

Chi invece i suoi figli li ha vaccinati, ed esorta tutti a fare altrettanto, è Alessandro Volta: direttore del programma materno infantile dell’Ausl, è un pediatra ospedaliero e di comunità e si occupa di vaccini, di allattamento al seno e di rianimazione neonatale. Una delle persone, a Reggio Emilia, più titolate per parlare di vaccinazioni. «Finché si parla della legge – spiega il medico – è un conto. Si tratta di una discussione di politica sanitaria aperta e tutti hanno il diritto di dire la propria e di esprimere le proprie opinioni. Lo scenario però cambia quando si parla di vaccini che uccidono o di immunità di gregge che non esiste. Il discorso diventa scientifico e dire che le vaccinazioni provocano la morte è una vera e propria eresia. Sono le malattie da cui ci si protegge che uccidono. Quando sono nato io, negli anni ’60, il tetano faceva 150 morti all’anno solo in età pediatrica. Trenta il morbillo mentre la polio causava migliaia di invalidità. Oggi grazie ai vaccini siamo praticamente a zero e, nel momento esatto in cui le persone smettono di vaccinarsi, i morti ritornano. Si tratta di dati scientifici e tutte le ultime epidemie avvenute in Europa lo dimostrano».

I danni collaterali da vaccino, prosegue Volta, «è vero ci sono. Ma sono mille volte inferiori a quelli causati dalle malattie da cui ci si sta vaccinando. Inoltre il vero effetto collaterale può essere lo shock anafilattico, un caso ogni milione di dosi, o un calo delle piastrine, ma si interviene sempre in tempo. Tutte le vaccinazioni sono poi strettamente controllate a livello provinciale, regionale e infine nazionale ed europeo. E laddove serve vengono disposte indagini approfondite. Ma negli ultimi sei anni in Emilia Romagna sono state somministrate 3 milioni di dosi e i casi monitorati sono stati solo 350. Senza nessun decesso collegato ai vaccini».

Sulla legge 210 infine, portata da Miedico come prova dei danni provocati dai vaccini, Volta conclude: «Quella norma era stata introdotta negli anni ’50 per il vaccino antipolio, molto forte, che provocava danni invalidanti a un bambino su 800mila. Grazie
a quel vaccino la malattia è stata sconfitta e ora la dose è molto meno forte ma successivamente la legge è stata estesa a tutti. Io dico: fidatevi del vostro medico e vaccinatevi. Si tratta di una protezione di comunità che può funzionare solo se la pratichiamo tutti». (l.g.)

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