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Pedofilo seriale arrestato a Reggio Emilia: identificate finora “solo” 30 vittime 

Decine di minori preda degli abusi contestati al 40enne  a processo ieri anche per il tentato omicidio di Canali

REGGIO EMILIA. Trenta ragazzini, tutti minorenni, sono stati identificati quali vittime del pedofilo seriale arrestato lo scorso dicembre a Reggio Emilia. Un elenco incompleto rispetto agli indizi trovati nella casa alle porte di Reggio dalla quale l’imputato, Elisandro Dos Anjos Costa (40 anni, accusato di atti sessuali e di induzione alla prostituzione minorile) lanciava le banconote ai ragazzini, che salivano poi nella sua abitazione dove venivano consumati rapporti sessuali. Fatti ricostruiti in questi mesi dagli investigatori e dalla procura, che compongono l’ossatura del complesso processo che si sta celebrando con rito abbreviato a Bologna davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale dei minori.

I trenta ragazzini identificati sarebbero però solo una porzione della vasta platea di minori su cui aveva messo le mani il cittadino di origine brasiliana, colui che in dieci anni di attività era riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, pubblicizzandolo tra gli adolescenti reggiano.

Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione vicino al centro gettava banconote ai minori in uscita dalla scuola convincendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere a tutti gli effetti una ragazza. Molti casi non rientrano nel processo perché già prescritti. «Dos Anjos Costa non è reo confesso» spiega l’avvocato Michele Gatti, che insieme alla collega Sarah Casarini difende l’imputato. «È mortificato per quanto gli viene contestato e ci sono diverse questioni sulle quali bisogna fare luce», conclude Gatti.

L’imputato si è presentato ieri in udienza a Bologna, rinviata poi per la mancata presenza dei difensori, ai quali il gup ha negato il legittimo impedimento, sollevato dai due perché impegnati a Reggio per l’altro processo per tentanto omicidio che vede imputato sempre Costa. Nel luglio dell’anno scorso avrebbe accoltellato infatti una donna una donna di 52 anni a Canali. Poi, nel dicembre dello stesso anno, è stato accusato di essere l’autore di abusi su decine di minori a Reggio Emilia. Due vicende terribili che secondo le indagini portano entrambe la sua firma, suddivise poi in due tronconi giudiziari giunti ora in due diversi procedimenti penali, entrambi celebrati ieri, uno a Reggio e uno a Bologna, e per i quali l’imputato ha chiesto il rito abbreviato.

Nel processo di Bologna anche il comune di Reggio Emilia si costituirà parte civile, rappresentato dall’avvocato Marco Scarpati. Nel processo di Reggio, invece, anche quello rinviato ieri dal gup Dario De Luca davanti al pm Giacomo Forte, la donna accoltellata si costituirà parte civile, difesa dall’avvocato Giulio Cesare Bonazzi.

Due processi intensi sia per la mole del materiale già prodotto sia per i reati
contestati. Quelli legati ai minori sono stati definiti un caso sconvolgente, che se confermato sarebbe il più grande caso di pedofilia degli ultimi anni in Itala, che ha gettato molte ombre su Reggio Emilia e sul quale il comune ha deciso di difendere i minori e la propria immagine.

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