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Campegine, i cittadini dopo il voto: «Più sicurezza e nuova vita per il centro»

Ecco cosa si aspettano i residenti dai primi sei mesi dell’amministrazione Artioli. Molti pensionati ammettono di aver votato Rinascita. I giovani disinteressati

CAMPEGINE (Reggio Emilia)  Maggiore sicurezza e la rivitalizzazione del centro storico. È quanto si aspettano i campeginesi dal neosindaco Germano Artioli, che domani sera, in piazza Cervi, festeggerà la vittoria alle urne di Rinascita Campeginese sulla lista di ispirazione Pd Insieme per Campegine.

Un evento storico perché per la prima volta in Comune ci sarà una giunta non targata Pd. La cena sarà l’ultimo momento di festa prima di mettersi ail lavoro, in primis con la definizione della squadra.

Ieri il giro di opinioni tra i campeginesi ha riservato qualche sorpresa: anzitutto ha sfatato la supposizione che a votare Artioli siano stati i giovani, visto che diversi anziani di fede ortodossa hanno dichiarato di aver voluto cambiare.

«Mi auguro che il nuovo sindaco rivitalizzi il centro, magari puntando su verde pubblico e giardini, perché il paese ormai è morto – afferma Luciano Accorsi, 58 anni –. Non sono andato a votare perché mia moglie è titolare del Bar Sport: preferiamo rimanere neutrali. Mentre ero andato alle urne contro la fusione. Secondo me la priorità del paese è riportare la gente fuori casa, organizzare manifestazioni nel fine settimana, come fanno gli altri Comuni con le notti bianche o rosa».

Un gruppetto di ragazzi si dichiara disinteressato. Camilla Boniburini, 18 anni, afferma di non essersi nemmeno recata ai seggi nonostante fosse andata ad ottobre per il referendum. Stessa astensione da parte di Francesco Bianco, 20 anni: «Ho dimenticato la tessera per due volte: l’ho visto come un segno. Non conosco Artioli, ma i rivali non mi ispiravano fiducia». Nel programma elettorale del sindaco c’è la trasformazione dell’ex sede Coopsette, a pochi metri dalla piazza, in un centro giovani. «Il ritrovo per i giovani c’è già, è la Polisportiva: bisognerebbe migliorare quella», chiosa Bianco.

Elezioni a Campegine, la doppia intervista ai candidati sindaco REGGIO EMILIA. La doppia intervista a Germano Artioli e Daniele Menozzi, i due candidati alla carica di sindaco per le elezioni comunali di Campegine. Conosciamoli meglio, fra passioni e divergenze.

«Io mi aspetto che il neosindaco rifaccia l’immagine del municipio e del centro – commenta Archimede Iotti, 70 anni –. Artioli le promesse le ha fatte: certo non bisogna avere troppe aspettative perché si sa che le casse comunali sono vuote».

Secondo Giuseppe Scurrìa, 53 anni, «è presto per giudicare, la nuova giunta deve ancora insediarsi. Ci attendiamo una svolta rispetto ai politici di professione che hanno sempre prevalso. Il gruppo di Artioli, che io ho votato, è gente del paese: spero che ne abbiano a cuore le sorti».

«Mi aspetto che ci sia un rilancio economico e più possibilità per i ragazzi di trovare lavoro – afferma Loredana Ruggiero, 58 anni –. Ho votato Artioli per provare a cambiare strada: dopo 70 anni gli altri li avevamo già provati».

«Spero di vedere più vigili urbani sulle nostre strade, per avere maggiore sicurezza. E poi occorrono più eventi: da due anni non si fa nulla in centro. Se ci sono manifestazioni, anche le possibilità di vendere aumentano», dichiara Silvia Merotto, 56 anni, negoziante della ferramenta “Il chiavistello”.

Davanti al Bar Commercio si trova anche Pier Aldo Cocconi, 70 anni, padre di quel Marco di Rinascita che ha fatto il pieno di preferenze. «Non mi esprimo perché sono parte in causa – afferma –. Mi hanno accusato di essere una banderuola perché di antica fede di sinistra: rimango di sinistra e ho lavorato 40 anni per il Comune, ma c’erano altre persone. Gli eletti hanno raccolto consensi perché percepiti come apolitici».

Nando Cocconi, 60 anni, fa eco ance se non è un parente: «Ci aspettiamo e c’è bisogno di un cambiamento di rotta». «In democrazia si può sempre cambiare. E anche nel nostro piccolo paese il credo ideologico non esiste più», replica l’80enne Nello Brugnoli.

«Ho votato Artioli, che abita di fronte a me a Case Cocconi, affinché faccia qualcosa anche per le frazioni», aggiunge Walter Tagliavini, 90 anni.
 

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