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Organi, in Comune per dire sì 

D’accordo con l’Aido la scelta potrà essere espressa all’Anagrafe

REGGIO EMILIA. Non è necessario recarsi appositamente all’Ufficio relazioni pubbliche dell’Ausl per esprimere la volontà di donare i propri organi nell’eventualità di trovarsi in condizioni di coma irreversibile e morte cerebrale. Basta dichiararla al Comune nel momento in cui si è chiamati, ogni dieci anni, a rinnovare la carta d’identità. Lo prevede la legge numero 98 del 9 agosto 2013, che finora è stata recepita da 23 comuni reggiani, facendo loro acquisire 6923 nuovi donatori nell'arco di tre anni, mentre l'Aido, fondata nel 1973, ha raccolto nell'intera nostra provincia 20.189 iscrizioni, un numero modesto se si considera che è stato messo insieme nei 44 anni di attività dell'associazione dei donatori di organi. Dopo Albinea, Bagnolo, Baiso, Bibbiano, Cadelbosco Sopra, Carpineti, Casalgrande, Casina, Castellarano, Castelnovo Sotto, Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Quattro Castella, Rubiera e Sant'Ilario d'Enza anche Reggio mette a disposizione l'ufficio anagrafico per la donazione degli organi. Nell'imminenza della Giornata nazionale dedicata ai trapianti, che sarà celebrata domenica, il progetto “Una scelta in Comune”, concordato con l'Aido provinciale, è stato presentato ieri in Municipio dal vicesindaco Matteo Sassi, dal presidente dell'Aido Enrico Spallanzani e dal dirigente dei Servizi ai cittadini Alberto Bevilacqua. Grazie ad esso nel giro di dieci anni tutti gli abitanti della città maggiorenni saranno chiamati direttamente ad esprimersi e si prevede che una grande maggioranza darà il proprio consenso alla donazione. Finora, infatti, la percentuale dei consensi è stata dell’86,4% negli altri comuni reggiani e del 91,6% nel resto dell’Emilia Romagna. La norma prevede che l'anagrafe comunale sia collegata al Sistema informativo trapianti, che gestisce la banca dati nazionale. Quando un cittadino chiede il rilascio o il rinnovo della carta d'identità gli viene chiesto di firmare l'autorizzazione a donare gli organi. In caso di risposta positiva il suo nome è immediatamente inserito nell'elenco delle persone disposte a dare una speranza di vita ai novemila italiani in lista d'attesa per il trapianto di un organo. Purtroppo cinquecento di essi muoiono ogni anno prima di riceverlo, essendo ancora insufficiente il numero dei potenziali donatori. Il progetto “Una scelta in Comune” promette di aumentarlo, facendo leva sulla semplicità della procedura, che garantisce la privacy dal momento che l'opzione espressa non viene riportata sulla carta d'identità, ma viene comunicata immediatamente al Sit e registrata fra gli atti del Comune. L'Aido insiste sulla necessità che la volontà di donare sia espressa preventivamente. Altrimenti la responsabilità della scelta viene lasciata ai familiari, che spesso, in una
situazione così drammatica, non riescono a decidere in tempo utile. «Esprimere in vita il consenso alla donazione di organi - spiega l'Aido - deve essere una scelta consapevole». Chi se ne pente la può revocare in ogni momento recandosi all'Urp dell'Azienda sanitaria o in comune. (l.s.)

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