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Ricerca idrocarburi, ecco il piano “Bugia” 

Il progetto parte da Rubiera e dal Modenese, ma la concessione riguarda molti altri Comuni

RUBIERA . Soffia verso Reggio Emilia l’eventuale allargamento dei test per trovare giacimenti di idrocarburi in terra emiliana. Il permesso attuale riguarda solo quattro Comuni, ma nella delibera originale del 2009 l’elenco reggiano era molto più corposo, e dal Secchia conduceva sino a Montecavolo e Quattro Castella. Mercoledì scorso i sindaci di Rubiera, Fiorano, Formigine e Sassuolo si sono schierati contro il via libera ottenuto dall’azienda petrolifera statunitense Aleanna Resources per effettuare sondaggi nel sottosuolo dei loro territori, uniti dal corso del fiume Secchia. Si tratterebbe di analisi non invasive, realizzate con dei sonar “evoluti” montati su mezzi mobili e in grado di generare onde capaci di individuare eventuali depositi di idrocarburi, dal gas al petrolio. Una delibera della giunta regionale del 19 settembre 2016 ha concesso il permesso alla Aleanna Resources di proseguire nel progetto “Bugia”, che prevede test preliminari, oltre che nei quattro Comuni citati, anche a Castelnuovo Rangone e a Modena. È un percorso gemello al progetto “Fantozza”, avviato sempre dalla Aleanna Resources nella Bassa fra Reggio e Modena con il coinvolgimento dei territori di Carpi, Novi, Campagnola Emilia, Fabbrico, Guastalla, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto e Rolo. Nessuna delle zone inserite nei vari piani ha mostrato entusiasmo per le ricerche che, anzi, hanno destato preoccupazione e contrarietà. La questione però, almeno sulla carta, non riguarda solo i paesi sinora inseriti nei permessi del 2016. La prima concessione regionale all’azienda americana per il progetto “Bugia” è del 9 novembre 2009, quando la giunta allora guidata da Vasco Errani valutava il programma di ricerca idrocarburi e lo giudica «ambientalmente compatibile limitatamente allo studio geologico ed al rilievo sismico». Inoltre inseriva diversi vincoli da rispettare su procedure, permessi e modalità. La differenza con il 2016? Il progetto di base di “Bugia” nel 2009 coinvolgeva parecchi Comuni in più. Oltre a Rubiera, compaiono nell’elenco Albinea, Casalgrande, Castellarano, Quattro Castella, Reggio nell’Emilia, Scandiano, Vezzano e Viano. E di questa decisione venivano informati tutti gli enti competenti.
Nel 2009 si parlava di una fase esplorativa e di una richiesta di test sull’intero territorio ritenuto “appetibile”, e a oggi non sono stati messi altri paletti al riguardo.

La versione 2016 di “Bugia” restringeva il campo a 7 Comuni (Rubiera più i sei modenesi), per un percorso concreto di test e sondaggi sotterranei. Gli altri paesi citati per ora non sono stati tirati in ballo, ma sulla carta non ci sarebbero ostacoli istituzionali. (adr.ar.)

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