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Compleanno senza la bottiglia Altri otto ex alcolisti festeggiati 

GUASTALLA. Due volte all’anno, a maggio e novembre, nella sede degli Alcolisti Anonimi di Guastalla si festeggiano i compleanni di chi è rimasto lontano dalla bottiglia. Oltre agli otto festeggiati...

GUASTALLA. Due volte all’anno, a maggio e novembre, nella sede degli Alcolisti Anonimi di Guastalla si festeggiano i compleanni di chi è rimasto lontano dalla bottiglia. Oltre agli otto festeggiati di domenica 7 maggio, tutti tra i 30 e i 45 anni, erano presenti come di consueto famigliari, amici e altri membri provenienti da province limitrofe e da altri gruppi reggiani.
«L’alcolista – dice Claudio – può riuscire a superare il suo problema. Se ha il desiderio di smettere è possibile per lui raggiungere quel livello di sobrietà emotiva che gli consentirà di affrontare le trepidazioni, le angosce e i conflitti che incontrerà nella vita con l’intelligenza, il raziocinio e la maturità che sono necessari. L’aiuto che offre il gruppo è fondamentale perché non “giudica” mai e, di conseguenza, ristabilisce un legame tra l'’alcolista e gli altri».
Erano presenti una novantina di persone a questi compleanni, che come spesso succede hanno avuto momenti di grande commozione: si poteva notare l’emozione di chi compiva 13 anni e ma anche della ragazza di un anno. Figurava pure un giovane con sua moglie e la bimba di pochi mesi: nella sua testimonianza ricordava che dieci anni addietro si era “svegliato” in un pronto soccorso causa un incidente stradale dovuto all’ebbrezza. E c’erano anche le figlie di alcoliste che sentendo parlare la mamma non hanno saputo trattenere lacrime di gioia. Il tema era “In cammino verso la serenità”, parola magica per loro che hanno trovato un modo di vivere più maturo ed più equilibrato partecipando alle riunioni e mettendo in pratica il programma semplice dei famosi “12 passi”, oggi adottato anche da altre associazioni come “Narcotici Anonimi”, “Giocatori d’Azzardo”, “Mangiatori compulsivi”.
«La serenità – è stato affermato – arriva silenziosamente. Il loro problema era quello di chiedere al mondo che desse la felicità e pace della mente attraverso l’alcol. Ma si sono accorti che non è così. La serenità non è una cosa che si possa “pretendere” – spiega ancora Claudio – perché scende senza far rumore, specialmente se ci si mette al servizio degli altri. Offrendo la mano al nuovo venuto o a chi è ricaduto, ecco che allora la loro sobrietà si arricchisce di indescrivibile gratitudine e tranquillità».
Al termine delle varie testimonianze sono stateconsegnate medagliette con il nome dell’ex alcolista e l’anno di sobrietà (2016 in questo caso), inciso sul retro della stessa assieme alla frase “Un giorno alla volta”. Un ricordo conservato gelosamente e gioiosamente da chi è rimasto altri 365 giorni senza toccare alcol. Sono poi state portate bevande e torte con sopra candeline accese in base agli anni di sobrietà, (rosa per donne e azzurre per maschi), spente dai diretti interessati donandone una a chi è ancora ai primi
mesi. Tutto in un clima di affetto e fratellanza che solo chi partecipa ne rimane fortemente contagiato.
«Non è solo importante smettere di bere – ha concluso Claudio – ma più importante ancora è imparare a vivere senza il nemico: l’alcol». Per informazioni: 334/7469749. (m.p.)

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