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Cassa integrazione all’Artoni trasporti Slitta l’incontro 

Era previsto per oggi l’appuntamento al Ministero del lavoro Il rinvio deciso dai sindacati e dal commissario Beretta 

GUASTALLA. È slittato a data da destinarsi l'incontro inizialmente previsto per oggi al Ministero del Lavoro, con oggetto la richiesta della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Artoni trasporti. Il rinvio è stato deciso dai sindacati in accordo col commissario giudiziale Sergio Beretta, chiamato ad avviare l'amministrazione straordinaria della società. Fino a quando questo passaggio non sarà formalizzato dal tribunale di Reggio però, resta congelata la possibilità di richiedere l'ammortizzatore sociale. Sul destino dell'azienda si attende inoltre anche il responso della relazione che Beretta - incaricato lo scorso 3 maggio - dovrà presentare entro 30 giorni dalla sua nomina, in cui potrebbe inoltre tornare a chiedere la cassa integrazione. Ad aspettarla sono oggi circa 200 dipendenti.
Proprio il 3 maggio scorso il tribunale di Reggio Emilia, sezione fallimentare, aveva aperto la procedura di valutazione dello stato di insolvenza per la Artoni Trasporti, era stato nominato commissario Sergio Beretta ed era stata fissata una udienza in tribunale per il prossimo 15 novembre. «Se venisse riconosciuta l'amministrazione straordinaria – aveva commentato il segretario della Filt Trasporti di Reggio Emilia Marco Righi – i lavoratori potrebbero avere diritto ad una cassa integrazione straordinaria, ammesso che lo chieda il commissario nella sua relazione».
Intanto qualcosa si muove anche su altri fronti. Adl Cobas di Rimini ha promosso per oggi un presidio di fronte al tribunale di Forlì per difendere le lotte sindacali, e più nello specifico due delegati del comparto della logistica. Il presidio è stato promosso in occasione dell’udienza per il ricorso al decreto penale di condanna che colpisce appunto due delegati sindacali condannati per manifestazione non autorizzata e per oltraggio a pubblico ufficiale con un decreto penale che prevede condanne a qualche mese di reclusione e sanzioni accessorie come multe rispettivamente di 3.150 euro e 4.000 euro.
I due, spiega il sindacato, sono stati «molto attivi nel ciclo di lotte nella logistica a Pievesestina», in provincia di Forlì-Cesena, in due cantieri rilevanti per la logistica nazionale, Artoni e Centrale Adriatica.
Come ricostruisce Adl Cobas, è passato
più di un anno e mezzo dagli ultimi scioperi che hanno rappresentato «un'avanguardia nelle lotte nel territorio soprattutto perchè hanno fatto emergere quello che poi si è concretizzato in questi ultimi mesi». Cioè la crisi di Artoni «con debiti che si aggirano sui 133 milioni di euro».

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