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Un caso di legionella, allerta in 2 palazzi a Sant'Ilario

L’Ausl dispone la pulizia dell’impianto idrico di due palazzine con 18 famiglie. Una mamma: «Non siamo stati informati»

SANT’ILARIO. Due palazzine senz’acqua per un giorno per procedere al lavaggio termico dell’impianto idrico, in seguito a un caso di legionella che ha colpito uno dei residenti. E subito è scattato il timore da parte di una condomina, che si è allarmata e che ha lamentato la mancanza di comunicazione sulle misure da adottare.
Gli edifici interessati si trovano al civico 6 di via Hans Christian Andersen, nella zona della frazione situata verso Montecchio. Il complesso “Le Corti di Calerno” conta quattro edifici: due condividono lo stesso impianto idrico.
«Giovedì scorso ho trovato quel foglio dell’amministratore, che preannunciava l’assenza di acqua per il giorno dopo, venerdì. Ho poi saputo da un signore 50enne, del condominio, che era stato colpito dalla legionella ed era stato malissimo. Ora è già stato dimesso. Ho appreso da lui che era stato analizzato il suo appartamento, e dai rilevamenti effettuati dall’Ausl era stata riscontrata la presenza di legionella nella centrale idrica, in comune ai civici 6/c e 6/d – afferma Marika Bertolini, 40 anni, mamma di una bimba di 5 anni –. Ho chiesto lumi all’amministratore, all’Ausl di Montecchio, perfino al Comune di Sant’Ilario: nessuno ha saputo darmi risposte adeguate. Nei due condomini abitano almeno 18 famiglie, con 7-8 bimbi piccoli. C’è pericolo per i bambini? Il problema è stato affrontato? Perché non ci hanno comunicato nient’altro? Vorremmo solo informazioni su come comportarsi in questi casi».
La dottoressa Emanuela Bedeschi, direttore del Servizio igiene pubblica, rassicura i residenti. «Non c’è nessun pericolo, altrimenti sarebbe intervenuta l’Ausl. La legionella è un germe ubiquitario che vive nell’acqua, ha una bassissima trasmissibilità e si prende per inalazione. Spesso (almeno nel 30% dei casi) è presente negli impianti domestici: il problema è quando, se non si fa una adeguata manutenzione, colonizza l’impianto e i valori possono impennarsi».
La legionella non è infrequente: sono almeno una trentina i malati registrati ogni anno nel Reggiano. «Quando una persona viene trovata positiva, scatta il protocollo di sorveglianza: si ricostruisce quali luoghi abbia frequentato il malato nei 14 giorni precedenti la diagnosi e si va a campionare questi luoghi, per verificare l’entità della presenza di legionella».
Le persone a rischio sono quelle con basse difese immunitarie e gli anziani. «Non i bambini – precisa Bedeschi –. Le linee guida della Regione prescrivono grande attenzione sulla legionella soprattutto
in ospedali e case di riposo. Nelle civili abitazioni, anche se troviamo una bassa soglia di legionella, suggeriamo di pulire l’impianto: è una misura precauzionale, l’acqua si può bere. Non ci sono altri consigli da seguire, se non quello della manutenzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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