Quotidiani locali

«Nuovi stati generali per l’Area Nord» 

Li rilancia il sindaco di fronte a rappresentanti di associazioni di categoria e imprenditori: «Serve un percorso condiviso» 

REGGIO EMILIA. Dopo quelli aperti a marzo del 2010 dall'allora sindaco, Graziano Delrio, «avvieremo nelle prossime settimane un percorso che ci porterà all'aggiornamento degli stati generali dell'area nord e del relativo piano di azione, sulla base di un'idea condivisa di città, di una comune idea di sviluppo e di un lavoro collegiale che ristimoli il protagonismo dei diversi attori». Lo ha annunciato ieri al Tecnopolo il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, davanti ad una platea di imprenditori e associazioni, precisando: «I nostri riferimenti sono area vasta come rete cooperante di città, innovazione e attrattività, cultura del lavoro e della legalità, a partire da alcuni grandi progetti quali Ducato estense, Arena eventi e Reggiane-Santa croce». Serve, prosegue il primo cittadino, «una ripresa decisa e collettiva del lavoro sull'area nord in termini strategici: un lavoro che orienti e metta a sistema i punti di forza, i nuovi progetti infrastrutturali, armonizzandoli con quelli che sono in essere, con i risultati eccellenti già conseguiti a cominciare dalla Mediopadana e, prima ancora, con il grande capitale umano, di idee e talenti, di cui è assai ricca la nostra comunità».
Il piano. «Un aggiornamento del masterplan dell’Area Nord – ha aggiunto l’assesssore all’urbainistica Alex Pratissoli – è necessario, per mettere a sistema interventi pubblici e privati in grado di attuarne in modo coerente gli obiettivi e le necessarie opere pubbliche utili ad infrastrutturare ulteriormente la città nel rispetto dei principi della rigenerazione urbana».
Gli interlocutori. La platea a cui il sindaco l’assessore si rivolgono è quella di un centinaio di rappresentanti di associazioni di categoria, ordini professionali, operatori economici, imprenditori, società partecipate dal Comune, Regione e Università, centri di ricerca nell'ambito di un incontro al Tecnopolo, ieri mattina, per restituire il percorso di lavoro svolto sino ad oggi dall'amministrazione comunale in tema di rigenerazione urbana, riuso e sviluppo economico sostenibile.
I numeri. Tra i tanti numeri presentati, alcuni che parlano da soli: 206 ettari “riconvertiti” da edificabili ad agricoli (136 ettari nel 2015 con la variante in riduzione e successivamente altri 70), 1.130 alloggi in meno e 40.000 metri quadrati di superficie di vendita commerciale in meno fuori dal centro storico. Ma anche tre varianti per semplificare le procedure per il recupero del patrimonio edilizio esistente ed introdurre il concetto del riuso temporaneo, il tutto declinato in nove grandi progetti strategici per la città. «Conclusa l'epoca dello sviluppo quantitativo, dello sfruttamento delle risorse naturali in maniera illimitata – spiega l'assessore all'urbanistica Alex Pratissoli – e dopo la pesante crisi economica innescatasi nel 2008 che ha introdotto mutamenti strutturali nell'economia, nel lavoro, nel fare impresa, oggi la direzione del progresso indica nuove rotte: quelle del riuso, dell'economia circolare, della produzione ad alto valore aggiunto e a basso impatto ambientale che occorre saper comprendere e intraprendere con rapidità».
Spazi abbandonati. Secondo l’amministrazione, occorre soprattutto fare in modo che l’effetto rigenerativo degli spazi abbandonati si traduca in un effetto rigenerativo per le comunità che le abitano, non necessariamente attraverso gli stessi linguaggi e strumenti dei grandi programmi di rigenerazione. Un esempio alternativo e virtuoso in tal senso è rappresentato dagli interventi a bassa definizione edilizia ma ad alto contenuto sociale attraverso i quali verranno riusati luoghi disabitati a Santa Croce. In questo caso si è ribaltato il modello tradizionale del fare città: dal controllo tipico di visioni monodirezionali dall’alto
verso il basso, alla responsabilità diffusa. Sette edifici abbandonati, generatori di degrado, ospiteranno funzioni sociali, sportive, ricreative, culturali in grado di far riabitare fabbriche, case, discoteche e soprattutto coinvolgere le persone del quartiere offrendo nuovi servizi.

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

SPEDIZIONI FREE

Stampare un libro, ecco come risparmiare