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In tanti per l’addio a Paolo Guazzi 

Il dentista ha perso la vita il primo maggio per un incidente in moto

SCANDIANO. Né il casco sulla bara, né gli amici con le moto rombanti all’esterno della chiesa. Per dare l’addio a Paolo Guazzi gli amici di tanti viaggi su due ruote sono arrivati in silenzio, ieri nella chiesa modenese di Santa Rita, rispettando il dolore della famiglia. Nessuna coreografia che potesse ricordare in qualche modo la grande passione del dentista modenese, vittima il 1° maggio di un incidente a Stella di Serramazzoni. Il medico 53enne – da alcuni anni residente ad Arceto di Scandiano assieme alla compagna Laisa Rinaldi, contitolare della Macelleria del Buongustaio – stava percorrendo la via Giardini con un amico quando ha perso il controllo della sua Ducati ed è finito a terra battendo violentemente il capo. La chiesa si è riempita di amici e conoscenti, e molti hanno dovuto restar fuori. Increduli i commenti di chi lo conosceva, perché chi era paziente di Guazzi aveva imparato a conoscere bene la sua gioia contagiosa nel raccontare le sue escursioni, le altre moto di grossa cilindrata in garage cui dedicava attenzioni inferiori solo a quelle per i suoi cari. In prima fila tra i banchi la madre Maria, silenziosa e attonita, come la sua compagna Laisa e la figlia Nicole. A poca distanza la ex moglie Cristina e la figlia avuta assieme a lei, Lucrezia. Tutti stretti insieme nella figura e nel ricordo di Paolo.
Nella chiesa gremita è riuscito ad arrivare anche l’amico che il giorno dell’incidente lo seguiva in moto e che è stato ricoverato in ospedale; lui se l’è cavata e nonostante alcune ferite di piccola entità è riuscito a essere presente ai funerali.
Purtroppo in quella curva a poca distanza dalla frazione di Stella la caduta, anche per un motociclista esperto come Guazzi, è stata senza salvezza. Anche i
sanitari del 118 e gli specialisti in rianimazione non sono riusciti a evitare il peggio. In chiesa, durante l’omelia, il parroco don Franco Silvestri ha ricordato le virtù umane e professionali di Paolo Guazzi, la sua carica nell’affrontare con lo stesso entusiasmo il lavoro o le escursioni.

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