Quotidiani locali

«Due treni cancellati in soli tre giorni»  

La protesta di una pendolare della Guastalla-Reggio Emilia: «Servizio indecente, ho scritto a Bonaccini ma non mi risponderà»

BAGNOLO. «Esco di casa un’ora prima di entrare al lavoro, ma puntualmente sono in ritardo». Si sfoga così Elena Sberveglieri, 39enne di Bagnolo e pendolare per lavoro sulla linea Guastalla-Reggio Emilia. Una tratta ferroviaria, gestita da Tper, considerata dai viaggiatori «un vero e proprio incubo».

Dopo gli undici treni soppressi nel mese di marzo, anche ad aprile la tendenza sembra la stessa. Solo nell’ultima settimana gli annullamenti sono stati due: uno martedì e uno ieri. Una situazione che ha portato la pendolare a inviare un messaggio sul profilo Facebook del presidente della Regione Bonaccini: «Ma temo di non ricevere nessuna risposta: sul social network pubblicano subito le buone notizie, ma quando ci sono problemi non li comunicano mai».

«Martedì è stato soppresso il treno delle 7,40 Bagnolo-Reggio che parte alle 7,10 da Guastalla. Ieri è successa la stessa cosa. E il treno successivo era a sua volta in ritardo – si sfoga la pendolare –. Il problema è continuo: se non c'è la cancellazione, i treni comunque non rispettano i tempi di arrivo e partenza. E non parliamo di ritardi di 5-10 minuti ma almeno di 15-20. A questo va aggiunto il fatto che non viene quasi mai attivato il bus sostitutivo. Negli ultimi due mesi è successo solo una volta».

Una situazione che causa problemi su problemi ai pendolari. «Tper crea continui disagi agli studenti e ai lavoratori. Chi studia è continuamente richiamato dagli insegnanti perché troppo spesso in ritardo. Chi lavora rischia di perderlo o comunque deve utilizzare i permessi per coprire i ritardi causati dai treni», è il quadro delineato da Sberveglieri. Una situazione aggravata dall’assenza di mezzi alternativi.

«Questo è l'unico mezzo di trasporto che abbiamo – prosegue la pendolare – e il problema non riguarda poche persone: circa 200 studenti e almeno un centinaio di lavoratori. E noi che usiamo il treno per andare al lavoro dobbiamo ringraziare gli studenti: quando le scuole sono chiuse, vengono ridotti anche i treni e per noi è tutto più difficile».

Un disservizio di cui Tper finora non ha precisato i motivi. «Secondo me i problemi sono dovuti alla cattiva manutenzione e ai mancati investimenti – sostiene la viaggiatrice –. I mezzi sono vecchi e si rompono di continuo: spesso su quattro motori ne funzionano solo due. Anche i nuovi veicoli hanno problemi». Il risultato è una situazione insostenibile: «Noi

siamo stanchi: paghiamo l’abbonamento ma non riceviamo nessuna assistenza. I mezzi sono vecchi e sporchi: sembra di viaggiare come animali che vanno al macello. Non c’è nessun rispetto per noi e non vogliamo più essere presi in giro. Non è un servizio decente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista