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Camisasca e la sua Chiesa 

Uscito ieri il suo ultimo libro, “La straniera”. Obiettivo: ritrovare Cristo 

REGGIO EMILIA. È da ieri in libreria per le Edizioni San Paolo “La straniera - Meditazioni sulla Chiesa” di Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia e Guastalla.
La Chiesa è diventata una sconosciuta per l’uomo contemporaneo, una straniera, come ha scritto il poeta T. S. Eliot più di ottant’anni fa nei Cori da “La Rocca”. Si parla poco di lei, o meglio, se ne parla in termini politici o scandalistici, perdendo il senso della Chiesa come corpo di Cristo, indissolubile dalla sua persona. E allora come comprendere oggi chi è la Chiesa? Come cercare e amare il suo volto nella storia?
Il vescovo Massimo Camisasca risponde a queste domande puntando al cuore dell’esperienza cristiana: la bellezza dell’amicizia con Cristo. E lo fa ripercorrendo la nascita della comunità ecclesiale al tempo di Gesù, a partire dai primi che lo incontrarono: Maria, i discepoli, le donne, gli apostoli.
Perché «lo scopo di questo piccolo libro è di far amare il corpo di Cristo. Non si può amare Cristo se non si ama la Chiesa».
Monsignor Camisasca, dal settembre 2012 vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, è autore di una cinquantina di volumi, tradotti in sei lingue. Tra gli ultimi libri pubblicati per Edizioni San Paolo “Scuola di preghiera. L'esperienza della liturgia”
(2012); “Benvenuto a casa. Le ragioni dell'accoglienza” (2014); “In cammino dentro il mondo. La storia di CL” (2014); “Caro don Massimo, illustrato per ragazzi” (2014); “I misteri di Maria. Piccole meditazioni” (2015); “Il nostro volto. La vita della Fraternità san Carlo” (2016).

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