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San Rocco, “Isolato” ma dalle transenne  

Reggio Emilia: il teatro Valli, i portici e la fontana di piazza Martiri perennemente ingabbiati da vecchie e nuove impalcature  

REGGIO EMILIA. Non è una vita facile quella dell’isolato San Rocco. Che forse, nei suoi lunghi anni di vita, non è mai stato più isolato di così. Il mega cantiere di piazza della Vittoria è ormai concluso da diverso tempo ma, come se il quartiere si fosse assuefatto ai lavori in corso, le transenne tanto odiate dai residenti non accennano a sparire.

Anzi. Si moltiplicano giorno dopo giorno, ingabbiando alcuni dei luoghi simbolo (per fama o infamia) della città. Il meraviglioso teatro Romolo Valli, ammirato da tutta Italia, la fontana di piazza Martiri del 7 Luglio, criticata da tanti, e i portici di San Rocco. Il ferro e le lamiere delle transenne fanno ormai parte integrante dell’arredamento urbano, per lavori che si dovrebbero concludere in «qualche giorno» ma che, a volte, si protraggono per settimane, mesi, tempi indefiniti in un susseguirsi di «stiamo per concludere», «attendiamo i permessi» e «a breve sarà tutto finito».

Per adesso l’unica cosa che è finita, però, è piazza della Vittoria. Che potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della città e che invece dà soddisfazione solo ai pensionati che, felici, si possono affacciare alle impalcature per dare qualche consiglio agli operai al lavoro. Quando riescono a trovarli. Perché, nel caso del teatro Valli, è da oltre un mese che l’enorme struttura è circondata da transenne. Nemmeno le statue, ferme sui loro piedistalli, sperano più di essere sistemate.

«Si tratta di lavori di poco conto – ha detto più volte l’amministrazione comunale – e non c’è nessun pericolo di crollo. Siamo in attesa dei preventivi». Ma le faccende burocratiche non interessano ai residenti e ai reggiani e nemmeno ai turisti. I quali su Google leggono che «il teatro sorge su una delle più importanti piazze cittadine» e poi si ritrovano davanti a un cantiere a cielo aperto.

Perché, proprio davanti al teatro, da un paio di giorni anche la fontana è stata chiusa e spenta. Certo, se non fosse per le transenne, pochi noterebbero la differenza rispetto a quando è attiva in un impianto idrico da sempre malfunzionante, che ha richiesto al Comune decine di migliaia di euro di manodopera e che il più delle volte assomiglia a «uno stagno», come ripetono incessantemente i reggiani. Martire anche la fontana, così come la piazza da cui prende il nome.

Le transenne, comunque, contribuiscono a quel gradevole effetto da “pugno in un occhio” che certo non allieta le prime passeggiate primaverili. In questo caso i lavori «si dovrebbero concludere in pochi giorni» (speriamo) e serviranno per la pulizia delle pietre sottostanti lo specchio d’acqua. Infine, come se non bastasse, anche una sezione dei portici dell’isolato è stato chiuso con delle transenne per

dei lavori (che dovrebbero cominciare oggi) necessari dopo la caduta di alcuni calcinacci dal tetto.

Ai reggiani ormai non resta che sperare che San Rocco, noto taumaturgo francese del XIV secolo, mosso a pietà dia una mano a guarire il quartiere da questa epidemia di transenne.

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