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La Corte dei Conti striglia Reggio Emilia  

Reggio Children e Campus nel mirino dei giudici contabili nel nuovo dispositivo recapitato al Comune

REGGIO EMILIA. Reggio Children deve cercare nuovi partner, Campus deve tirare fuori uno studio di fattibilità rimasto nel cassetto, mentre la società Aeroporto di Reggio deve cambiare il cda (provvedimento già avvenuto ma non ancora recepito).

In estrema sintesi sono questi i rilievi recapitati in questi giorni in Comune a Reggio dalla Corte dei Conti. La sezione regionale dell’Emilia-Romagna rimettere bocca sul processo di razionalizzazione delle società partecipate dell’amministrazione di Piazza Prampolini. Lo fa invitando il Comune di Reggio a prendere in debita considerazione le tre disposizioni contenute nel dispositivo redatto dai giudici contabili e protocollato con l’invito «all’ente di tenere conto di quanto rilevato nell’ambito della prescritta revisione straordinaria delle partecipazioni», prevista per legge.

In realtà il sindaco Luca Vecchi aveva già messo in cantiere buona parte delle prescrizioni già comunicate dalla Corte dei Conti, la quale rileva ancora nodi sui quali chiede soluzioni a stretto giro.
Con la relazione del marzo 2016, era stato comunicato ai giudici contabili il piano di razionalizzazione delle società partecipate del Comune di Reggio, che aveva 15 partecipazioni dirette in società, di cui una in concordato preventivo (Reggio Emilia Fiere srl), una da dismettere (Centro Padano Interscambio-Cepim spa), e 13 da mantenere. In 5 di queste società il Comune detiene la maggioranza delle quote di partecipazione (Campus srl, Mapre srl, Agac Infrastrutture spa, Reggio Children srl, Stu Reggiane spa).

Erano già diverse le «criticità concernenti il piano predisposto». Riguardo alle partecipazioni mantenute era già stata rilevata la mancata motivazione in merito all’indispensabilità rispetto al perseguimento delle finalità istituzionali. Venivano poi viste con preoccupazione le società in perdita o quelle che avevano più amministratori che dipendenti (anche perché quasi prive di organico). Ecco allora che per quanto riguarda Reggio Children «nulla viene riferito circa la ricerca di partnership strategiche finalizzate al miglioramento dell’efficienza del sistema, nonché al potenziamento dell’assetto societario, pur previste dal piano di razionalizzazione», scrivono i giudici riferendosi al centro per la difesa e la promozione dell’infanzia, fiore

all’occhiello di Reggio Emilia.

Per Campus, come detto, la Corte dei Conti chiede che lo studio di fattibilità previsto nel 2015 per la valutazione di ulteriori attività strumentali all’interno della società. Studio del quale «non vi è traccia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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