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Cannabis terapeutica, i malati: «Chiediamo che paghi la Regione»  

Reggio Emilia: in provincia su cento pazienti solo la metà è esentata. Ora l’associazione dei malati reumatici dell’Emilia-Romagna chiede che  questo diritto sia esteso a tutti

REGGIO EMILIA. La cannabis non è soltanto sinonimo di droga. Dal 2013 la legge italiana, recepita l’anno dopo dalla normativa regionale, ne consente l’utilizzo terapeutico per lenire dolori che i normali analgesici non riescono a sconfiggere. I pazienti associati all’Amrer, l’associazione dei malati reumatici dell’Emilia-Romagna, finora hanno dovuto pagare di tasca propria i preparati galenici a base di cannabis, arrivando a spendere da 150 a 400 euro al mese.

Adesso chiedono che la Regione si accolli la spesa per fornire loro i farmaci equivalenti. Anche a Reggio la richiesta viene portata avanti con determinazione. Si stima che nella nostra provincia siano un centinaio le persone che utilizzano abitualmente farmaci o prodotti galenici a base di cannabis. In ogni caso la prescrizione deve essere fatta da un medico del servizio sanitario regionale.

Sono però soltanto una cinquantina i pazienti, afflitti da sclerosi multipla o neuropatia cronica, che ricevono gratuitamente il medicinale a base di cannabis, denominato Sativex. Per i cinquanta affetti da altre patologie, tra cui quelle reumatiche, la normativa regionale non prevede la fornitura gratuita. Quindi queste persone sono obbligate a rivolgersi a pagamento alla farmacia bibbianese di Maurizio Ternelli, una delle poche, in regione, attrezzate per confezionare preparati galenici a base di cannabis.

I malati reumatici, che rivendicano un pieno riconoscimento delle loro esigenze terapeutiche, godono del sostegno degli specialisti, a cui l'assessorato regionale alla sanità presta la massima attenzione. E' destinato perciò ad avere un seguito il convegno organizzato dall'Amrer su una delle più diffuse malattie reumatiche, la fibromialgia, che si terrà la mattina di sabato 13 maggio nell'auditorium del Core, presso l'Irccs Santa Maria Nuova, con il patrocinio del Comune e del Servizio sanitario regionale. Dopo la relazione di Carlo Salvarani, responsabile della reumatologia dell'arcispedale reggiano, spetterà a Francesco Crestani, del reparto di anestesia e rianimazione di Rovigo, illustrare l'uso terapeutico della cannabis contro questa patologia.

«La fibromialgia – spiega la reumatologa Fulvia Rossi – è una malattia complessa, che colpisce prevalentemente le donne, mediamente sui 50 anni d'età. È caratterizzata da dolore diffuso, marcata astenia e turbe del sonno. La chiamiamo malattia invisibile perché non è attestata da esami specifici. La diagnosi è essenzialmente clinica, basata sulla positività di undici punti sui diciotto che compongono la mappa del dolore. I pazienti soffrono di dolori accentuati (iperalgesia) e localizzati anche dove mancano stimoli (allodinia). Nel 25% dei casi la malattia si associa alla depressione.

La cannabis si sta dimostrando un rimedio efficace, sulla base della sperimentazione di cui è capofila l'ospedale pisano di Santa Chiara. Noi stiamo lavorando nella stessa direzione, ma occorre definire un percorso terapeutico univoco. I dati scientifici finora raccolti non sono sufficienti».

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