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“Orti in famiglia”, terreni in affitto per coltivazioni bio

Castellarano, Matteo Amadori: «Il podere di mio nonno  a disposizione di chiunque voglia avere prodotti sani»

CASTELLARANO (Reggio Emilia). L’orto è una passione più forte dell’acciaio inossidabile. C’è chi coltiva delle piantine sul balcone, chi invece nella vasca da bagno e chi invece, più fortunato, ha a disposizione un piccolo appezzamento di terra dove può dare sfogo alla passione del “pollice verde”. A Castellarano un giovane professore ha pensato di utilizzare il podere del proprio nonno per un’iniziativa singolare: mettere a disposizione delle famiglie un pezzo di terreno per poter coltivare il proprio orto.

Come nasce l’idea degli “Orti in famiglia”?
«Esiste un bisogno effettivo da parte di molte persone – risponde Matteo Amadori, fondatore del progetto “Orti in famiglia”– che è quello di avere a disposizione un appezzamento di terreno dove poter realizzare il proprio orto, per coltivare dei cibi di origine biologica e di conseguenza più sani. Sto sviluppando un progetto che possa permettere alle giovani famiglie con bambini e a tutti coloro che sentono questa passione, residenti nel comune di Castellarano e dintorni, di disporre di un piccolo fazzoletto di terra da coltivare secondo natura, per mangiare in modo sano le verdure e ritrovare il gusto e il sapore genuino di una volta».

Dove si trova il podere destinato ad orti?
«Si trova sulla piana di Farneto, un altopiano nella frazione di Ca’ de Fii, che nonostante l’elevata vicinanza ai principali centri abitati (come Sassuolo, Casalgrande e Castellarano) gode di un singolare e magico isolamento».

Perché la scelta è caduta sulla piana di Farneto?
«Questo terreno fino a qualche anno fa era coltivato da mio nonno, agricoltore. Ora è anziano e non ha più la forza di un tempo. Nel passaggio generazionale viene arato e zappato da me e viene messo a disposizione di chiunque voglia curare con le proprie mani prodotti sani, come avveniva decenni fa, senza additivi e pesticidi».

Questa iniziativa permette di avere un orto da poter coltivare. Sta avendo successo?
«Sì, ci sono tantissime persone interessate. Tengo a precisare che il contributo che viene chiesto (pochi euro di affitto al mese) serve per coprire i costi della lavorazione del terreno. Poi sono state attrezzate delle aree per poter fare delle grigliate, e questo favorisce molto l’aggregazione fra le persone».

Vi sono altre iniziative in cantiere?
«Stiamo pensando di realizzare dei percorsi didattici da sottoporre agli istituti scolastici del Comune di Castellarano, per imparare ad alimentarsi in modo sano ed apprendere in modo diretto le peculiarità dell’orticoltura biologica, e in particolare la stagionalità degli ortaggi. Si potrà imparare il periodo di semina e di raccolta attraverso laboratori ludico-didattici come “contadini per un giorno”: con l’attrezzatura adatta alla loro età, gli alunni potranno essere coinvolti nelle attività di orticoltura. Oppure “l’orto in cucina” con bimbi vestiti da piccoli chef: i partecipanti saranno coinvolti in laboratori di utilizzo degli ortaggi per la creazione di una merenda sana. Con la possibilità, tra l’altro, di visitare a pochi passi l’azienda agricola Il Farneto, le sue viti e le sue produzioni per conoscere, giocando, il processo di vinificazione

biologica, dalla vendemmia all’imbottigliamento del vino. Il progetto è rivolto anche agli amici a quattro zampe, che avranno a disposizione uno spazio per socializzare e sgambare all’aria aperta, per condividere con i loro padroni questa nuova esperienza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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