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Iren Rinnovabili e Studio Alfa crocevia tra affari, politica e coop

REGGIO EMILIA. Iren Rinnovabili è il presidio reggiano all’interno del gruppo Iren. Un micro cosmo perfetto, nel quale si incrociano progetti, investimenti, affari, sponsorizzazioni, intrecciando...

REGGIO EMILIA  Iren Rinnovabili è il presidio reggiano all’interno del gruppo Iren. Un micro cosmo perfetto, nel quale si incrociano progetti, investimenti, affari, sponsorizzazioni, intrecciando rapporti con politica locale e cooperazione.

Nel periodo recente basta ricordare la piccola sponsorizzazione della pista da pattinaggio in Piazza della Vittoria sotto Natale fino al maxi intervento di riqualificazione urbana che interessa i capannoni 17 e 18 delle storiche Officine Reggiane: appalti del valore di circa 30 milioni di cui 8 in capo alla società Stu Reggiane formata da Comune di Reggio Emilia e Iren rinnovabili.

Quest’ultimo considerato un intervento in favore del comune azionista più che un investimento industriale legato all’attività core, visto che Iren Rinnovabili «opera nel settore dell’efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili, sviluppa progetti e realizza impianti nel settore fotovoltaico, idroelettrico, delle biomasse ed eolico», come si legge nella presentazione ufficiale affidata al sito web.

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Ma Rinnovabili è una scialuppa che naviga nel mare magnum della multiulity da oltre 3 miliardi di fatturato e 174 milioni di utili, affidata al professor Ettore Rocchi, avvocato reggiano ora in area Delrio, presidente della società e vice presidente di Iren, che ne detiene il 70% tramite Iren Ambiente. Con lui nel cda di Rinnovabili sono passati Ivan Soncini prima e Lino Versace poi, in forza della partecipazione del 30% detenuta storicamente dal Ccpl, conglomerato industriale di proprietà della cooperazione “rossa” reggiana. Un anello di congiunzione tra l’azienda dei rifiuti e dell’energia con le coop, che vede al centro anche Studio Alfa (100 dipendenti e 13 milioni di ricavi), premiata società reggiana di servizi ambientali in quota sempre al Ccpl e rilevata al 70% nel 2015 proprio da Iren Rinnovabili, operazione che segna un ulteriore interscambio tra le due realtà.

Crac delle cooperative, la mobilitazione dei soci a Reggio Emilia Erano circa 250 i lavoratori e prestatori di cooperative fallite o in liquidazione coatta (in primis Unieco e Coopsette) che hanno preso parte ad un presidio di fronte alla Prefettura e al Municipio di Reggio Emilia. La manifestazione di protesta era organizzata da Federconsumatori e ha visto la presenza, tra gli altri, del segretario provinciale del Pd Andrea Costa e dell'onorevole 'dem' Antonella Incerti.

Entrambe, Iren Rinnovabili e Studio Alfa, rappresentano due poli d’attrazione giornalistica essendo spuntate a più riprese negli incroci tra politica e affari analizzati con delle inchieste in queste settimane dalla Gazzetta. Iren Rinnovabili è infatti una società al passo con i tempi: si occupa di energia “pulita”, è una società finanziariamente capiente e con le spalle coperte essendo legata alla casa madre Iren, conta su amministratori capaci ma è, soprattutto, il punto di incontro all’interno del vasto impero formato dalla multiutility emiliana. Al suo interno si è formata l’amalgama che tiene unita la realtà locale dentro il gruppo Iren, società quotata a forte trazione Pd, nata dalla fusione di Enìa (Reggio Emilia) con le consorelle di Genova, Torino e Parma.

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Iren Rinnovabili è quindi il feudo dei reggiani, traduzione pratica della partecipazione dei comuni azionisti della capogruppo Iren. Conta un attivo da 38 milioni di euro, un patrimonio netto di 20 milioni e margini lievi. Oltre al presidente Rocchi, attualmente nel cda ci sono anche alcuni dei pesi massimi della cooperazione reggiana, come Roberto Olivi, presidente del colosso Coopservice (vice presidente di Iren Rinnovabili e consigliere in Studio Alfa), l’astro nascente Federico Parmeggiani, 34 anni, area Pd, consigliere Coop Nordest e ora in Alleanza 3.0, consigliere dell’azienda pubblica dei trasporti Act, consigliere in Rinnovabili e in Studio Alfa.

Con loro in cda il reggiano Carlo Pasini (direttore generale Rinnovabili, vice presidente di Bi.Energia e di Studio Alfa) e Fabrizio Sberveglieri, già componente del collegio sindacali anche di altre realtà del gruppo Ccpl. Iren Rinnovabili (costituita nel 2005) detiene il 100% della partecipazione in Greensource spa (distribuzione energia elettrica) e il 70% di Studio Alfa.

Quest’ultimo è un’azienda di consulenza creata nel 1980 e fatta crescere grazie all’abilità di Mauro Carretti, attuale presidente. Conta migliaia di clienti e fu acquisita da Iren nel 2015 per proseguire la «strategia di sviluppo nei settori green». Un’integrazione di senso compiuto, nella quale si è inserita anche la Fondazione Manodori, ex cassaforte reggiana di origine bancaria, che ne deteneva il 14% fino al 2015.

Una fiche tra le tante puntate della Fondazione sullo scacchiere reggiano, presa per una diversificazione. Ma Studio Alfa è stato anche una fucina di tecnici e amministratori, come Alex Pratissoli, attuale assessore «alla Rigenerazione urbana e del territorio con deleghe a Pianificazione urbanistica del paesaggio, Progetti urbani, Patrimonio edilizio», ex direttore generale dello Studio, di cui deteneva lo 0,3%, quota ceduta in vista del delicato incarico amministrativo affidatogli dal sindaco di Reggio Luca Vecchi.
 

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