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REGGIO EMILIA

Evasione e lavoro nero, un'escalation

Nella nostra provincia il tasso di irregolarità è superiore alla media regionale

REGGIO EMILIA. Anche nella nostra provincia l'evasione fiscale e contributiva dilaga ed è allarmante il quadro delle irregolarità accertate dagli ispettori del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che nell'insieme della regione Emilia-Romagna hanno fatto registrare un aumento dal 53% al 62,7% negli ultimi tre anni.

Franco Zavatti, coordinatore di legalità e sicurezza della Cgil regionale, ricava considerazioni allarmanti dall'analisi dei dati contenuti nel rapporto conclusivo della Commissione di studio e proposte istituita un anno fa per studiare queste croniche patologie della società italiana con il contributo degli esperti messi in campo dai ministeri, dall'Inps, dalle università, dagli enti locali, dall'Istat, dall'Agenzia delle entrate e dalla Finanza.

«Il mercato del lavoro nero - spiega - abbatte la paga oraria dal 53 al 70%. E' una realtà in sintonia con le annose vertenze e denunce sindacali, che partono dalla umiliante realtà dei tanti che, dopo 38 anni di lavoro, adesso sono pagati 4,5 euro all'ora, boom dei voucher a parte».

L'anno scorso l'attività ispettiva ha evidenziato nel Reggiano un tasso di irregolarità che, variando dal 50 al 100%, è decisamente superiore alla media regionale. Il maggior numero di ispezioni è stato compiuto nei servizi di alloggio e ristorazione (alberghi, ristoranti, pizzerie, ecc.).

Su 293 pratiche ben 229 (78,16%) sono risultate irregolari. Nel commercio l'irregolarità è stata accertata da 141 ispezioni su 206 (68,45%), nelle attività manifatturiere da 131 su 187 (70,05%), nei servizi da 75 su 111 (67,57%).

Nel settore del trasporto e magazzinaggio la violazione delle norme si è riscontrata in 31 casi su 34 (91,18%), nelle attività immobiliari in quattro pratiche su cinque (80%), nelle libere professioni in ben otto su nove (88,89%). Il lavoro domestico ha subito quattro ispezioni e l'istruzione due, ma tutte (100%) con esito sanzionatorio.

Lo stesso dicasi delle uniche pratiche aperte per la fornitura di acqua e per le attività finanziarie e assicurative. Il dato relativo alle costruzioni sembra smentire il pregiudizio sulla giungla degli appalti. In questo settore, infatti, si sono contate soltanto 58 irregolarità su 111 (52,25%). Non sono moltissime (22 su 33, pari al 56,67%) neppure quelle dell'agricoltura.

In quanto all'evasione fiscale l'Emilia-Romagna può vantare un minimo di virtuosità solamente in relazione all'Imu, che nella nostra regione viene evasa nel 19,4% dei casi, la quota più bassa dopo quella del Trentino-Alto Adige. In rapporto a questa e alle altre imposte i comuni sono incentivati a segnalare i casi di evasione all'Agenzia delle entrate. I comuni reggiani non brillano, sotto questo profilo. Soltanto sedici (Albinea, Bibbiano, Boretto, Brescello, Cadelbosco, Campegine, Casalgrande, Cavriago, Correggio, Luzzara, Montecchio, Novellara, Reggio, Reggiolo, Rubiera e Scandiano) hanno effettuato segnalazioni, contro i 24 della provincia di Modena, i 21 di Bologna e i 13 di Parma.

Ci collochiamo nella media regionale, invece, per quanto concerne le segnalazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Dalla nostra provincia ne sono arrivate 788 nel 2015 e 451 nel solo primo semestre dell'anno scorso, rispetto alle 1.294 (e 717) di Bologna, alle 821 (e 555) di Modena e alle 635 (e 428) di Parma.

Per la Cgil, il rapporto documenta per la prima volta, settore per settore, l'entità della frode nelle retribuzioni

orarie dei lavoratori irregolari. Il sindacato ne condivide i suggerimenti sulle azioni di contrasto da mettere in atto: coinvolgimento delle associazioni datoriali e dei sindacati, pianificazione dei controlli, contrasto della cooperazione spuria, maggiore coinvolgimento dei comuni.

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