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Francesco e i cresimandi «Il Papa ci ha caricati» 

La catechista della parrocchia di Correggio racconta l’incontro con il Pontefice «Ha fatto fermare la papamobile davanti a noi. È stato autentico e umano»

CORREGGIO. Prima la delusione, poi una gioia immensa. Sono le emozioni vissute dai 40 cresimandi della parrocchia di Fatima di Correggio. Domenica scorsa a Carpi hanno avuto non solo l’esperienza di vedere dal vivo Papa Francesco, ma anche l’onore e la gioia di parlargli e diventare i protagonisti indiscussi della giornata. Tutto perché il Pontefice, durante il tragitto in auto verso piazza Martiri, ha scelto loro per uno dei suoi famosi fuori programma: Bergoglio ha fatto fermare la papamobile, anzi la ha addirittura fatta tornare indietro in retromarcia per salutare i dodicenni correggesi e chiederli di intonare un canto per lui.
Eppure la giornata non era cominciata nel migliore dei modi. «Siamo partiti con i bimbi da Correggio e quando abbiamo capito che non saremmo riusciti a entrare in piazza Martiri siamo rimasti un po’ delusi –, racconta Eleonora Cesi –. Poi, quando il Papa è venuto a parlare con noi, ci ha regalato una carica inestimabile». E qui il racconto dell’accompagnatrice dei cresimandi (classe 2003 e 2004) della parrocchia di Correggio si riempie di entusiasmo. «Quando è passato ci siamo caricati tantissimo – continua Eleonora –, ha fatto fermare la Papamobile davanti a noi. È stato un incontro autentico, mi ha colpito per la sua umanità».
Oltre che per il calore e l’amore dei ragazzi, Francesco potrebbe essersi fermato anche per quello striscione con scritto “Cresima Fatima Correggio” esposto dal gruppo. Non a caso il Papa ha esordito chiedendo ai ragazzi quando avrebbero ricevuto il sacramento. «A novembre», hanno risposto in coro. E qui Francesco si è messo addosso i panni del catechista: «La cresima è lo spirito santo: è Dio che entra in noi. Non è il sacramento dell’arrivederci. Dopo la cresima dovete continuare a venire in chiesa», si è raccomandato Bergoglio prima di aggiungere la domanda «Capito?», cui è seguito un «Sììì!» gridato con tutta la forza e entusiasmo dei dodicenni di Correggio.
Mentre il Papa allungava le mani verso quelle dei ragazzini, è arrivata l’altra domanda: «Sapete cantare qualcosa?», seguita da un altro coro di «Sììì!» . «Allora cantate qualcosa!», ha aggiunto Francesco subito accontentato dai cresimandi reggiani che, senza volerlo, hanno improvvisato il brano di
Costa e Bellocchi “E se non fosse un sogno”. No, non è stato un sogno, le foto scattate sui cellulari ne sono la prova, e ora i dodicenni possono coltivarne anche un altro: ossia che «l’arrivederci» pronunciato da Papa Francesco non sia una battuta ma una promessa.
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