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Il maxi abbraccio all’Emilia ferita 

Bergoglio scalda la Bassa modenese e incontra tanti reggiani Entusiasmo alle stelle e foto ricordo con il Pontefice

CARPI (Modena). «Voglio ringraziarvi per essere venuti qui, a questa messa: voglio ringraziare tutti, tutti quanti hanno lavorato per questa doppia maratona, la settimana scorsa per l’inaugurazione della Cattedrale e questa». Con queste parole di Papa Francesco, Carpi e tutti i suoi simboli, ieri, hanno conquistato un nuovo posto nella storia. Oltre 50mila partecipanti assiepati in piazza Martiri e in tutti gli angoli del centro, hanno fatto sì che sin da sabato sera si respirasse quel senso di comunità che la città ritrova riversandosi nel suo cuore pulsante. Ed è stato un appuntamento granitico, che ha richiamato pellegrini e curiosi, anche da Reggio Emilia e provincia, accampati in sacco a pelo sotto i portici da ore prima dell’apertura dei varchi. Una folla oceanica quella che si è radunata in piazza Martiri davanti alla Cattedrale dell’Assunta, durante la visita di papa Francesco.
L’accoglienza al Santo Padre si è fatta sentire dal momento dell’arrivo dell’elicottero al campo da rugby, dove tra striscioni e fedeli con il naso all’insù il Papa è atterrato. Ad accoglierlo, il vescovo Cavina con le autorità tra cui il sindaco Alberto Bellelli, che gli ha consegnato in dono un mattone e terra proveniente dal campo di Fossoli. Il Pontefice ha accarezzato con cura la teca che racchiude il mattone, per poi dirigersi attraverso via Nuova Ponente verso il parco della Resistenza, dove due vastissime ali di folla lo attendevano sventolando bandierine e incitandolo con i cori “Francesco, Francesco”, un leit motiv risuonato spesso.
La papamobile ha attraversato via San Francesco dove i cartelli affissi dai neocatecumenali hanno accolto Bergoglio, proprio come accolsero Papa Giovanni Paolo II il 3 giugno 1988. L’entusiasmo è diventato incontenibile in corso Alberto Pio per trasformarsi in un trionfo d’esultanza in piazza Martiri, con i fedeli in piedi sulle sedie, nere e azzurre, e alle finestre spalancate, per vedere da vicino il Santo Padre, che ha salutato con il pollice alzato. Il Papa ha fatto una sosta in Duomo, dove si è soffermato a parlare con il cardinale Carlo Caffarra. Ha poi fatto un omaggio floreale alla statua della Madonna. Religiosi e diaconi hanno formato una lunga fila con la quale hanno salutato l’arrivo di papa Francesco, mentre gli oltre 300 elementi del coro facevano da colonna sonora a una giornata indimenticabile. Numerosi gli striscioni innalzati all’arrivo del Santo Padre nel grande varco fra le sedie: su alcuni c’era scritto “I love Francesco”.
Dopo messa e Angelus, il Pontefice ha reso protagonista la gente dimostrando anche a Carpi il suo carisma a contatto con la gente. E si è diretto per un curioso fuori programma preparato negli ultimi giorni verso la chiesa della Sagra a bordo della papamobile, attraversando corso Cabassi e svoltando a destra per piazzale Re Astolfo. Qui è stato protagonista di un divertente “siparietto” con i cresimandi classe 2004 della parrocchia di Fatima di Correggio. «La cresima è il sacramento dello spirito santo, è Dio che viene a noi – si è raccomandato il Papa rivolgendosi ai giovani – non è il sacramento dell’arrivederci».
A salutare il Pontefice, poi, c’erano tanti argentini. «Un Papa argentino non ci capiterà mai più di vederlo dal vivo» spiega una famiglia arrivata da Correggio. Poi, mentre scendevano alcune gocce di pioggia, il Pontefice è ritornato in piazza Martiri per un autentico bagno di folla. Tra
i partecipanti alla funzione, anche la stilista Anna Molinari «entusiasta del carisma di Bergoglio. Poi, via verso il pranzo in Seminario, dal quale è uscito intorno alle 16 per raggiungere Mirandola su una Golf Gt parcheggiata in corso Fanti. Non prima di avere salutato alcuni disabili.

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