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Reggio Emilia, rapinatore ai domiciliari ma con licenza di portare a spasso i cani

Giudice reggiano concede all'arrestato di uscire «ogni volta che i cani avranno bisogno di espletare i loro bisogni fisiologici». Il Riesame di Bologna boccia l'ordinanza

REGGIO EMILIA  Un giudice gli aveva dato il permesso di uscire dalla casa in cui si trova ai domiciliari, per portare fuori i suoi cani a fare i bisogni: bastava avvisare ogni volta la polizia giudiziaria degli orari di uscita e di rientro.

Ora però altri giudici hanno revocato l'autorizzazione, sostenendo che ci possono pensare i familiari, oppure l'indagato può chiedere aiuto ad amici o parenti.

Il caso riguarda una persona arrestata il 3 dicembre per rapina e lesioni a Reggio Emilia, commessa con altre due persone.

All'udienza di convalida il Gip aveva disposto gli arresti domiciliari con divieto di comunicazione, ma il 23 dicembre, pronunciandosi su un'istanza della difesa, aveva autorizzato l'indagato a lasciare il luogo dell'esecuzione degli arresti

«ogni volta che i cani avranno bisogno di espletare i loro bisogni fisiologici».

La Procura di Reggio Emilia ha fatto però appello, lamentando la genericità dell'ordinanza, e il tribunale del Riesame di Bologna, presidente Rocco Criscuolo, ha revocato il permesso.

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