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Tutto il paese di Cavriago per l’addio a Germa e Manfro  

I funerali congiunti dei due amici morti in autostrada: l’intera comunità in silenzio si è fermata per abbracciare le famiglie delle due vittime  dello schianto

Due amici, un unico addio: i funerali di Gianluca e Germano CAVRIAGO. Tantissimi amici e gran parte del paese ha partecipato ai funerali di Gianluca Manfredi e Germano Torri, rispettivamente di 47 e 41 anni, i due amici di Cavriago morti nell'incidente avvenuto il 9 marzo scorso sull'Autosole, all'altezza del casello di Campegine. In piazza Zanti, dove si sono riuniti i cittadini di Cavriago in attesa dei feretri, all'arrivo dei carri funebri che trasportavano le salme di Gianluca e Germano, tra commozione e tristezza, è partito spontaneo un lungo applauso.

CAVRIAGO. Sin dalle prime ore del mattino Cavriago è rimasta in un silenzio surreale. Poi, dalle 10.30 alle 12.30 – le due ore di lutto cittadino indetto dal sindaco Paolo Burani per la durata dei funerali – i negozi hanno tenuto le serrande abbassate, molti uffici sono rimasti chiusi, le associazioni locali e sportive hanno manifestato la loro vicinanza. Anche a scuola è stato fatto un minuto di silenzio.

Una comunità intera si è riunita per dare l’ultimo saluto a Germano Torri e Gianluca Manfredi, morti lo scorso 9 marzo nell’incidente sull’A1 a soli 41 e 47 anni, e per essere vicini ai famigliari di Manfredi, in particolare alla mamma Ivana, alla moglie Morena e al fratello Fabrizio; e ai parenti di Torri, in particolare al papà Guido, alla mamma Edda e al fratello Bruno.

E ieri mattina al cimitero del paese – dove è stata tumulata la salma di Gianluca Manfredi, mentre per Torri i parenti hanno optato per la cremazione – come in piazza Zanti, non mancava nessuno. C’era tutto il paese: dagli amici di sempre ai vicini di casa, dai parenti ai famigliari anche degli altri amici che erano in macchina con le due vittime. Poi allenatori, dirigenti e giocatori delle società sportive locali, chi con la divisa, chi con la maglia della squadra legata al collo per salutare Germano e Gianluca, entrambi con una grandissima passione per lo sport. C’erano diversi rappresentanti delle istituzioni, a partire dal sindaco Paolo Burani. Anche Sonia Masini, ex presidente della Provincia, non è voluta mancare, essendo amica con i genitori di Torri.

Le auto con sopra i due feretri sono partite dalla sala del commiato di Calerno alle 11, per poi arrivare a Cavriago, passare davanti alle case dove abitavano Manfredi e Torri, fare una breve sosta in piazza Zanti e dirigersi al cimitero. Sia in piazza, sia al cimitero una folla aspettava il loro arrivo per dire addio per sempre a “Manfro” e “Germa”, come amavano chiamarli gli amici.

A spezzare il silenzio, lunghi applausi al passaggio delle due bare. Poi baci, saluti affettuosi, parole di vicinanza ai parenti. Il lungo corteo, al cimitero, si è poi diretto verso le due bare tra sguardi persi, occhi lucidi, occhiali scuri, lacrime, singhiozzi. Molti si sono fermati ad accarezzare le bare. Qualcuno, sottovoce e con la voce spezzata, è riuscito a pronunciare appena: “Ciao Manfro”, “Ciao Germa”. Poi tutti in fila per scrivere il proprio nome sui libri delle firme posti sopra due tavolini, vicino alle foto delle due vittime, che li ritraevano in momenti felici e spensierati. E, vicino, tantissime corone di fiori.

Infine, in molti si sono avvicinati anche ai parenti degli altri amici rimasti coinvolti nell’incidente sull’Autosole poco prima dell’uscita Terre di Canossa: Simone Magnani, 51 anni, è ancora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Parma; Filippo Copparosa, 47, è al Santa Maria Nuova a Reggio e ha dato segni di miglioramento; Andrea Magnani, 46, è l’unico a essere stato dimesso, anche se, comprensibilmente, non riesce a darsi pace per quanto è accaduto. (c.f.)
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