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Gavassa, tabaccaio seguito e rapinato delle sigarette

È stato minacciato con un coltello da due uomini fuggiti a bordo di una Smart. Rubati oltre 2mila euro di tabacchi. La moglie: «Ci pedinano dal monopolio»

REGGIO EMILIA. Lo hanno seguito per cinque chilometri, da via Melato fino a Gavassa, a bordo di una Smart nera con la targa oscurata. Quindi, appena è sceso per scaricare le sigarette prese cinque minuti prima dal monopolio di Stato, hanno accostato e lo hanno minacciato con un coltello, rubando un pacco di tabacchi dal valore di oltre 2mila euro.

Vittima di questo brutto episodio è stato Ivan Folloni, 50enne reggiano titolare della storica tabaccheria di via Don Giacomo Grazioli. Tutto è successo mercoledì mattina verso le 12, in pieno giorno. «Ero appena sceso dalla mia auto – ha raccontato il giorno dopo il titolare – e avevo aperto il baule per cominciare a scaricare le stecche delle sigarette. Quando all’improvviso una Smart nera ha accostato. Subito è sceso un uomo che, armato di un grosso coltello, mi ha intimato di restare fermo minacciandomi alle spalle».

Rapina alla tabaccheria di Gavassa, il racconto della titolare REGGIO EMILIA. Il racconto di Antonella Palladino, moglie del titolare della tabaccheria di gavassa rapinata in pieno giorno.

Puntando l’arma alla schiena di Folloni l’uomo ha quindi sfilato uno scatolone dalle mani del 50enne quando, fortunatamente, è uscito il titolare del ristorante “Chilometro zero” adiacente alla tabaccheria.
«Quando lo ha visto uscire – ha concluso Folloni – il rapinatore è subito scappato a bordo dell’auto. Secondo me erano in due ma non abbiamo fatto in tempo a vedere la targa, era oscurata dal fumo».

Un episodio, quello successo a Gavassa, conforme a tanti altri di cui sono vittime i tabaccai. A spiegarlo è la moglie del 50enne, Antonella Palladino: «Fanno sempre così, ti seguono dal monopolio di via Melato. Si appostano lì perché sanno che è il posto dove tutti noi dobbiamo andare a prendere le sigarette. Funziona così: tu vai al monopolio, prendi i tabacchi di cui ha bisogno, firmi e li carichi in macchina. Talvolta è proprio in quel momento che ti rapinano, altre volte invece ti seguono fino al negozio».

Anche la Palladino, circa quattro anni fa, era stata derubata proprio al monopolio, al punto che da allora se può manda sempre il marito a prendere la merce. «Da allora ho paura – conclude – e ci vado giusto una volta l’anno. E mercoledì è toccato a mio marito, lo hanno pedinato come succede in tanti altri casi identici. Per fortuna che è uscito il ristoratore qui accanto altrimenti chissà quanto altro avrebbero rubato o come sarebbe potuta andare a finire».
 

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