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Le Cicogne a Bologna «Vogliamo la deroga per il punto nascite»

Da Castelnovo alla Regione per portare mille firme raccolte Question time di Sassi (M5S): «Venturi dica qual è il futuro»

CASTELNOVO MONTI. Le Cicogne della montagna arrivano a Bologna. Come nelle favole portano i bambini, ma non in un panno tenuto col becco. I bimbi infatti non sono ancora nati, ma sono quelli che dovrebbero nascere nell’ospedale Sant’Anna. O meglio, così vorrebbero le future mamme che, coordinate dal gruppo Insieme per il Sant’Anna e dal comitato Salviamo le Cicogne, lottano perché non sia cancellato il punto nascite del presidio di Castelnovo Monti. La battaglia perché venga concesso la deroga al reparto di ostetricia e ginecologia della montagna reggiana oggi sbarca nel capoluogo regionale con circa 70 mamme (ma non solo) che presidieranno il palazzo della Regione e consegneranno le 11.031 firme raccolte su internet e nei banchetti per strada.

Le mamme della montagna arriveranno a Bologna con un pullman organizzato dal gruppo Insieme per il Sant’Anna che parte all’alba di oggi da Castelnovo con le esponenti del comitato delle Cicogne che hanno preparato cartelli e hanno pronti fischietti e cori.

«Saremo stati di più, ma abbiamo organizzato tutto in pochi giorni», ha spiegato ieri Agnese Lazzari del comitato. La decisione di “marciare” su Bologna ha subìto un’accelerata dal 1 febbraio. Una volta che il gruppo di lavoro ha messo a punto i documenti tecnico-scientifici da proporre alla Regione per la richiesta di deroga al ministero della Salute, è scattata la corsa per consegnarli il prima possibile insieme alla firme raccolte.

«La decisione è caduta sulla giornata di oggi per la concomitanza con il consiglio regionale in programma alle 9,30 – ha chiarito ancora la Lazzari –. La speranza è che qualcuno presenti un’interrogazione a favore della nostra causa e che obblighi l’assessore Sergio Venturi a darci una risposta». Occasione che potrebbe essere fornita dal question time che sarà presentato dal consigliere regionale del M5S Gianluca Sassi: «È arrivato il momento che l'assessore Venturi la smetta di fare il Ponzio Pilato e dica chiaramente qual è il futuro del Punto nascite. Basta giri di parole».

Se non avranno una risposta da parte dell’assessore alle politiche per la salute, le Cicogne saranno di certo ricevute da Andrea Rossi, sottosegretario alla Presidenza della Regione ed ex sindaco di Casalgrande. «Per noi è importante parlare con lui e dirgli di persona, e in quella sede, ciò che vogliamo – aggiunge ancora la Lazzari –. Così come è importante l'apporto assicurato alla causa da altri consiglieri regionali».

Uno schieramento trasversale che va da Roberta Mori e Silvia Prodi del Pd a Gabriele Delmonte della Lega Nord, passando per Yuri Torri di Sinistra ecologia e libertà fino ad arrivare Raffaella Sensoli del M5S.

Assieme alle Cicogne andranno a Bologna anche Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti; Stefano Costi, primo cittadino di Casina; Monica Comastri, assessore di

Carpineti; Cinzia Rubertelli, consigliere comunale di Reggio Emilia.

Tutti insieme per dire no alla chiusura del reparto di ostetricia e ginecologica del Sant’Anna. Un “Giù le mani” che comparirà in tanti cartelloni esposti davanti alle sede della Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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