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Rave party abusivo, gli organizzatori: «Raccoglievamo fondi per i terremotati»

La difesa degli organizzatori dell’evento, che chiedono la restituzione degli impianti audio. I social solidali con loro

REGGIOLO. «Purtoppo mezzi e soundsystem sono stati sequestrati a fine festa. Noi abbiamo messo il massimo impegno per la realizzazione del party. Chiediamo a voi adesso il massimo supporto. Anche per i nostri amici francesi, che hanno macinato chilometri e chilometri. Insieme non ci ferma nessuno».

Così è scritto sulla pagina Facebook di “Badunionz Sound System” a 48 ore dal rave party abusivo di domenica. I ravers, arrivati da ogni parte d’Italia – oltre che dalla Francia, Croazia e Germania – sono entrati a piedi, in bicicletta, in auto e in camper dall’ingresso situato in via Magellano.

Tutta l’area intorno alla zona industriale era diventata un enorme parcheggio ed è stata poi controllata e presidiata da 13 pattuglie dei carabinieri coordinati dal maggiore Luigi Regni della Compagnia di Guastalla assieme a decine di agenti del Corpo di polizia municipale della Bassa reggiana.

Durante i controlli sono stati identificati gli organizzatori, cui sono stati sequestrati server e strumentazioni musicali per circa 500mila euro. Identificati anche 400 giovani. Ed è proprio sul sequestro del soundsystem che si sono scatenati da parte dei ravers feroci commenti ma anche tanti “support” di solidarietà. Il rave party aveva anche un titolo: “Impact of frequency” e avrebbe dovuto durare per l'intero fine settimana. In realtà la festa, dopo una trattativa tra organizzatori e forze dell’ordine si è chiusa alle 15.30 di domenica.

«Mi spiace ragazzi – scrive un raver – ma non capisco perché giungere ad accordi con le forze dell’ordine per smontare alle tre per poi farsi portare via mezzi e sound! Tanto valeva andare avanti fino alla sera no? Visti pure i chilometri che si son fatti molti francesi. I fondi per i terremotati? Ho aderito solo io? Comunque ripeto, mi spiace. Avete fatto comunque una bella festa».

Il rave dunque, nelle intenzioni degli organizzatori, aveva anche uno scopo benefico: raccogliere fondi per i terremotati. Alla fine, però, nelle cassettine, gli organizzatori hanno trovato solo 40 euro. E anche su questa vicenda non sono mancati i commenti.

Ieri mattina due ragazzi bivaccavano ancora all’interno del capannone che ha ospitato il rave party: un toscano e un europeo. I due erano ancora sotto l’effetto di alcol o di qualche sostanza stupefacente. Nonostante la festa fosse finita da tempo, nell’aria si poteva ancora percepire il forte l'odore lasciato dal consumo di oppiacei.

Intanto Circus Bandits, su Facebook, ha lanciato un appello: «AAA. Cercasi location per benefit (Impact Of frequency party). Ci stiamo mobilitando per l’organizzazione di una raccolta fondi per il dissequestro delle attrezzature delle tribe che si sono esibite sabato! Chi sa o potrebbe sapere un luogo disponibile (locale, centro sociale) scriva in privato. Support: Pirate Circus, Badunionz, Collapse Crew, Farfa - D (fr); Afrotek (fr). L'unione fa la forza. Se non sai come aiutare condividi che non fa male!»

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