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Meno strade più cultura (a Luzzara)

L'editoriale del direttore della Gazzetta, Stefano Scansani, in risposta al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi

REGGIO EMILIA  Se ci fosse un motto sarebbe: meno strade più cultura». Così il sindaco di Reggio risponde a un giornale che gli pone la domanda su dove il Comune ha preso i soldi per rifacimenti, restauri, potenziamenti della dotazione culturale della città. Il motto del sindaco produce un moto di stizza da parte di chi le strade le percorre tutti i giorni. E un moto ironico da parte nostra. Perché Luca Vecchi sembra ricamare all’uncinetto un controcanto alla deprecabile frase di Giulio Tremonti del lontano 2010: «Con la cultura non si mangia».

Proprio per dimostrare che Reggio sta per diventare la Bella Risvegliata dalla cultura, ieri il sindaco Vecchi ha avuto modo di sgranare obiettivi e investimenti. Questi ultimi ottenuti appunto disimpegnando il Comune sul fronte dell’asfalto e del cemento. Mi par di capire. Ma non era questa risposta indiretta che la Gazzetta attendeva dal primo cittadino: da giorni il nostro giornale sta raccontando la Reggio che vorremmo anche culturale e quindi turistica, sta evidenziando le potenzialità, sta scavando negli equivoci, negli abbagli, nei non luoghi e nei luoghi comuni. Ecco, luoghi comuni, anche se richiedono notevole sforzo.

Restaurare chiostri, convertire il Campovolo in arena spettacoli, riorganizzare le collezioni, riordinare la biblioteca Panizzi e riaprire il Mauriziano non significa avere un progetto. Si tratta di straordinaria manutenzione, ma per fare che cosa, per essere che cosa?

Sono domande di senso (intellettuale, ma anche di progresso) che nei giorni scorsi il nostro Evaristo Sparvieri aveva ben modellato portando l’esempio innovativo della stazione Mediopadana e dei tre ponti di Calatrava: simboli di transito.

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Anche queste contemporanee icone che stanno diventando le simbologie della nostra città, rappresentano il passaggio. L’attraversamento. Non la sosta. Non “di vado a Reggio per stare a Reggio, vedere Reggio”.
Soltanto con un progetto omogeneo e assolutamente fantastico, eroico, geniale, anomalo, inaspettato, Reggio può fare manutenzione straordinaria del suo patrimonio e proporsi.

Mi sfiato nel riproporre i soliti esempi: una volta riaperto il Mauriziano che cosa ne facciamo? Quando i musei saranno riordinati manterremo gli attuali orari antituristici? Con i chiostri di San Pietro definitivamente recuperati saremo in grado di offrire eventi all’altezza, e di quale tipologia? Trasformato il Campovolo in arena spettacoli quanti Ligabue là si esibiranno in un anno, e quante volte? Chi progetta l’aggancio nazionale e internazionale per attrarre i turisti a Reggio, e chi spiega loro il perché? A Reggio perché?

Ho per le mani i dati statistici della Provincia sui flussi turistici che nel 2015 rispetto all’anno precedente nel suo insieme ha registrato un incremento degli arrivi del 39,77 per cento e un aumento delle presenze del 36,28 per cento. Reggio città tra i comuni del territorio si attesta in zona mediana: più 44,69 per cento gli arrivi, più 39,40 le presenze. Pur considerando che si tratta di percentuali su cifre assolute decisamente ridotte, hanno invece più che raddoppiato le presenze, ad esempio, Albinea, Carpineti, Cavriago, Collagna, Fabbrico, Rolo e Luzzara...
L'ultimo caso, quello del paese di Zavattini, è decisamente curioso. Gli arrivi sono aumentati del 510,87 per cento mentre le presenze sono schizzate del 915,52 per cento. Più chiaramente nel paese che conta 9.600 abitanti l'anno scorso sono arrivati 1.317 turisti contro i 53 dell'anno precedente, mentre hanno soggiornato 1.124 turisti rispetto ai 184 registrati nel 2014. Contabilità impazzita? Lo chiedo al sindaco Andrea Costa. Pronto risponde che quel che è contato e conterà anche quest'anno e in futuro «è avere le idee chiare sull’identità turistica del mio paese». Che ha fatto? Ristrutturando il Centro culturale Zavattini non s'è fermato al taglio del nastro: è stato riattivato il Fondo dedicato allo sceneggiatore-scrittore coinvolgendo la sfera della televisione, del cinema e della letteratura, quindi sono stati promossi eventi fotografici con mostre e workshop. Conseguente la riattivazione di tutte le strutture di ospitalità dai ristoranti agli alloggi.

La realtà di Reggio è ben più complicata e complessa e il motto coniato dal sindaco Vecchi è perfetto, «meno strade, più cultura». Fuorché le strade che portano a Luzzara.

Stefano Scansani

s.scansani@gazzettadireggio.it
 

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