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Un giorno da studenti nelle aule-container del Gobetti

Abbiamo visitato le strutture provvisorie dell’istituto scolastico di Scandiano, oggetto di lavori per l’ampliamento di un’ala della scuola che porterà otto nuove classi

SCANDIANO. Da fuori sembrano grosse attrezzature da cantiere in metallo blu, poggiate lì quasi per errore. Dentro, invece, sono due classi perfettamente attrezzate e funzionanti, che non hanno nulla da invidiare a quelle canoniche. I primi studenti sono entrati a fare lezione nelle aule-container dell’istituto superiore Piero Gobetti di Scandiano e, dopo settimane di polemiche, abbiamo deciso di fingerci anche noi dei liceali per verificarne con mano le condizioni.

Scandiano, viaggio nelle aule-container del Gobetti SCANDIANO. Davanti all'istituto Gobetti di Scandiano ci sono due container che fungono da aule per due classi di studenti, scelte a rotazione giorno per giorno. Siamo andate a vederle, accompagnati dal presidente della Provincia Giammaria Manghi che ci ha spiegato il loro scopo e lo stato dei lavori che amplieranno il polo scolastico con otto nuove classi.

E alla fine sembra proprio che l’apparenza inganni. Tutto è infatti stato pensato nei minimi dettagli per garantire il massimo comfort possibile ai ragazzi. La struttura è isolata termicamente dall’esterno e, nonostante ieri il primo freddo si sia abbattuto su Reggio Emilia e provincia, dentro le due “scatole in metallo” la temperatura è confortevole.

Se visti da fuori sembrano molto stretti, in realtà lo spazio è lo stesso, se più ampio, della maggior parte della classi normali e tanto il pavimento quanto i rivestimenti interni in legno chiaro contribuiscono a creare un ambiente confortevole. Appena aperta la porta ci troviamo davanti la cattedra e una grossa lavagna nera. Davanti a loro i banchi e le sedie.

Sono venti in tutto, disposti in due file parallele da dodici e da otto, e brillano di un bianco che sa di nuovo. Acceso dall’illuminazione al neon e dalla luce delle sei finestre, dotate di un sistema di “filtraggio” che permette di regolare, senza aprirle, la quantità di aria che deve passare dall’esterno.

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Bianche anche le prese di corrente, sparse in tutta l’aula, e i tre termosifoni elettrici che accompagnano la fila di banchi. Accanto alla porta invece un climatizzatore in grado anche di rinfrescare l’ambiente.

I bagni invece non ci sono ma basta attraversare il cortile per trovare a due passi quelli interni della scuola. È qui dunque, in questi container, che andranno a rotazione le classi del triennio dell’istituto, in attesa del completamento dei lavori di ampliamento.

E dopo averle viste non fatichiamo a credere a quello che ci ha raccontato il vicepreside: «Il battesimo è toccato a due quarte del linguistico e nessuno dei ragazzi si è lamentato. Anzi, sono stati bene».

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