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Terremoto centro Italia, "Io pompiere reggiano fra lacrime e macerie"

Alberto Gazza è un vigile del fuoco di Reggio Emilia fra i primi ad accorrere sul luogo del terremoto che il 24 agosto ha colpito il centro Italia. Lui con il suo cane Cartier hanno scavato e cercato per giorni fra le macerie di Pescara del Tronto, riusciendo a individuare cinque persone purtroppo tutte decedute

REGGIO EMILIA. È stato per due giorni in uno dei paesi più colpiti dal devastante terremoto che ha colpito il centro Italia. Ha lavorato giorno e notte riposando solo poche ore, si è districato fra le macerie di case che non esistono più guidato solo dal fiuto del suo fedele animale.

E grazie al cane ha permesso il recupero dei corpi senza vita di cinque persone sepolte dai detriti. È il lavoro svolto dal vigile del fuoco dell’unità cinofila di Reggio Emilia Alberto Gazza, partito la mattina della scossa alla volta delle Marche con Cartier, il suo Golden Retriever di cinque anni. E tornato domenica scorsa.

Terremoto centro Italia, il racconto del pompiere reggiano suoi luoghi del sisma REGGIO EMILIA. Alberto gazza, vigile del fuoco di Reggio Emilia, è stato fra i primi ad accorrere sul luogo del terremoto che il 24 agosto ha colpito il centro Italia. Lui con il suo cane Cartier hanno scavato e cercato per giorni fra le macerie di Pescara del Tronto, riusciendo a individuare cinque persone purtroppo tutte decedute. Ecco il suo racconto.

«Sono stato allertato al mattino del terremoto – racconta – alle 7.30 e sono partito alle 8.30 con due unità cinofile. La mia e una da Parma. Ci siamo diretti verso Ascoli e una volta arrivati lì ci hanno spostato al cratere di Pescara del Tronto. Verso le 15 abbiamo lavorato fino alle 4 del mattino, ci siamo riposati un paio d’ore in macchina e abbiamo ripreso verso le 6. Continuando il giorno dopo fino alle 7 di sera».

Fino a quando non ha dovuto interrompere le ricerche. «I cani erano stanchi – continua – e Cartier si era fatto male a una zampa. In due giorni purtroppo abbiamo recuperato solo dei cadaveri, in totale i cani ci hanno segnalato cinque corpi. È da vent’anni che sono in servizio e mi era già capitato di assistere a scene del genere ad esempio con i terremoti in Emilia e in Umbria.

È stato pesante ma in questo lavoro devi avere la capacità di estraniarti, altrimenti non ne esci. Per il cane invece era la prima volta, ma è stato bravissimo».

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