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«Fusione tra Comuni L’ultima parola resta della Regione»

Gattatico: Sassi, consigliere regionale M5S smentisce Maiola «Non è vero che se in un paese vince il no poi salta tutto»

GATTATICO. «Con la legge attuale, l’ultima parola sulla fusione spetta sempre alla Regione, anche nel caso in cui un Comune votasse no». Il consigliere regionale del M5S Gianluca Sassi - e con lui il partito dei grillini - prende posizione sul processo di fusione.

Sassi sarà presente (assieme ai colleghi Gabriele Delmonte della Lega Nord, Yuri Torri di Sel e Roberta Mori del Pd) al consiglio comunale straordinario, aperto alla cittadinanza, indetto per lunedì prossimo, ore 21 nella Sala Polivalente di Praticello, con l’obiettivo di fare informazione sui pro e i contro della contestata fusione tra Sant’Ilario, Gattatico e Campegine.

Consigliere Sassi, lei è pro o contro le fusioni?

«Sono contro la legge regionale sulle fusioni perché è una presa in giro: parla di fusioni, ma mette in campo annessioni. Noi del M5S lo abbiamo denunciato in aula, astenendoci dal votare. In realtà l’idea di fondere i Comuni sotto i 5mila abitanti ci trova d’accordo: avrebbero una maggiore forza contrattuale. Però crediamo che su operazioni straordinarie che cambiano l’assetto istituzionale debbano decidere i cittadini».

Però il sindaco di Gattatico Gianni Maiola ha detto che, grazie a una clausola inserita nella legge regionale, se vincerà il no in un solo centro abitato non si procederà e la palla passerà di nuovo ai consigli comunali.

«Non mi risulta. Con l’attuale normativa l’ultima parola spetta sempre alla Regione: non si procederà nell’immediatezza, ma poco dopo sì. È una clausola che esiste ma che non modifica nulla sul fronte del rispetto del referendum».

Il 16 ottobre in Emilia si andrà alle urne per sette possibili fusioni: secondo lei ci sono altre motivazioni, oltre al denaro che arriverà?

«Ci sono altri motivi, chi segue la politica lo

sa: un accentramento di potere, meno persone da gestire e più facili da controllare. Sta avvenendo a livello nazionale in tanti ambiti, non mi stupisce che succeda a livello locale. L’incentivo è una carota che serve ad accontentare gli enti che non ce la fanno più: il bastone arriverà dopo».

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